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Top Ten: le copertine più brutte del 2017

Natale si sa è tempo di classifiche. Film dell’anno, disco dell’anno, canzone dell’anno, attore dell’anno. Ogni dicembre tantissimi lettori si appassionano alle classifiche annuali, un po’ per criticare, un po’ per dire “wow figata, la pensa come me” oppure “per carità, non ne avrei messo nemmeno uno.”

Se state leggendo questo articolo sappiate che non è una classifica di questo tipo. Andremo infatti ad analizzare le dieci copertine più brutte immesse sul mercato musicale in questo 2017 che volge al termine. C’è di tutto, iniziate pure a spaventarvi, una volta viste queste dieci foto nulla sarà più come prima. L’ordine è rigorosamente alfabetico, per non fare torti a nessuno, casomai a qualcuno venisse in mente di dire “la mia è più brutta della tua e dovevo stare prima”.

N.B.: La lista tratta solamente dell’argomento “copertina”, senza valutare la qualità del disco, che in alcuni di questi casi è piuttosto alta.

Via alle danze.

Anohni – “Paradise”

Anohni è famosissima per essere la voce solista degli Anthony & The Johnsons. Paradise è un buonissimo EP uscito a marzo, ma la copertina rovina quanto di buono c’è all’interno. 9 foto inserite in un quadrato 3×3, si va dalla ragazza che si copre la faccia a una che piange passando per una illuminata da una luce rossa stile locandina di “Suspiria”. Insomma, nemmeno un piccolo lavoro di grafica, semplicemente 9 foto inserite come se fosse un documento Word.

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Delicate Steve – “This Is Steve”

Steve Marion, a.k.a. Delicate Steve, al contrario di quanto appaia in copertina, non è un cantante uscito vivo dagli anni ’80, ma ha iniziato la propria carriera solista nel 2010. Il suo ultimo album, “This Is Steve”, potrebbe vincere la classifica per distacco. Canottiera blu, jeans blu, sfondo blu. Manca solo il cappuccio bianco e poi poteva diventare una locandina dei Puffi. Non ci siamo Steve. Per il prossimo disco almeno prova ad aggiungere uno o due colori.

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Dream Machine – “The Illusion”

Eccoci giunti a Giucas Casella coi baffi. I Dream Machine sono una buonissima band psichedelica, ma probabilmente il loro gusto musicale non coincide con quello grafico. In copertina sul loro ultimo lavoro c’è un mix tra Silvan e Giucas Casella che tiene sospesa una donzella in abito ottocentesco, il tutto su sfondo viola. Last but not least, il nome del gruppo inserito in diagonale in alto, con un carattere uscito direttamente da Microsoft Word.

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Fatima Al Qadiri – “Shaneera”

La foto in copertina è una Cher truccata più del solito. Le labbra dorate sono l’apice del kitsch, per non parlare del tucco sugli occhi, a metà tra una pantera e una drag queen. Sullo sfondo non si capisce cosa c’è: Acqua? Una tenda? Delle luci di una discoteca? Quasi quasi conviene telefonale a Fatima per farcelo spiegare.

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Fufanu – “Sports”

Dall’Islanda si può fare anche punk e rock’n’roll e i Fufanu lo fanno piuttosto bene. Quello che non fanno bene però sono le scelte per immettere il loro disco sul mercato. Una copertina del genere può avere effetto repellente. Un atleta che sta per lanciare un giavellotto, su uno sfondo che sembra Windows XP, sopra il nome gruppo + titolo disco che funziona malissimo inserito in quel modo nella foto. Speriamo che l’atleta avrà miglior fortuna in gara rispetto al risultato ottenuto dalla copertina.

a1406601056_5Gazzelle – “Superbattito”

Eccoci giunti al nuovo idolo della musica pop, che segue le orme di Coez, Calcutta e affini. Gazzelle è romano e nemmeno è tanto male a livello musicale. La copertina di “superbattito” però è al limite dell’osceno. Una mutandina scesa tra due gambe, sotto l’intestazione nome + titolo che fa molto anni ’80, così come va di moda tra i giovini di oggi. Capisco che fare l’alternativo a tutti i costi attiri parecchio, ma a tutto c’è un limite.superbattito-gazzelle

Ghali – “Album”

Ghali è il nuovo fenomeno mediatico del rap nostrano, che sta spopolando molto anche grazie ad uno spot tv diffuso recentemente. La sua copertina è una brutta copia del Michael Jackson di “Dangerous” (Michael perdonami da lassù per averti inserito in questo paragone…). Una serie di immagini scollegate e sovrapposte tra loro e sullo sfondo il suo viso e le sue mani che fanno finta di tenere una corona. Un grosso “mah” non può che concludere questo paragrafo.

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Kasabian – “For Crying Out Loud”

Il gruppo di Leicester, oltre ad aver iniziato un declino creativo che sembra essere senza fine, hanno “deliziato” il pubblico anche con una copertina terribile. Cornice bianca, scritta maiuscola con un pessimo “(2017)” dopo il titolo, e dentro un riquadro nero un anziano che fa una faccia finta arrabbiata dal quale fuoriescono lacrime finte, disegnate in blu. Pizzorno ti prego torna in te.

209586-L-LOKelela – “Take Me Apart”

Kelela è una bravissima cantante r’n’b statunitense, ma la copertina del suo album d’esordio poteva essere scelta diversamente. La foto sembra scattata per un sito di incontri (senza offendere in alcun modo la cantante). Molto sensuale, vedo-non-vedo piuttosto strategico su uno sfondo formato da un tendone rosso. Foto che ha molto poco a che fare con la musica.

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Woods – “Love Is Love”

Fantasia al potere. “Ragazzi, diamo un titolo al disco e mettiamolo in copertina. Sullo sfondo che possiamo metterci? Dai, la terra. Inondiamo la terra d’amore!”. Probabilmente sarà quello che avranno pensato i Woods al momento di scegliere la copertina. Una frase pressoché scontata (lo diceva pure il buon Venditti, “l’amore è amore”) scritta in maniera pacchiana. Fortunatamente il contenuto è molto meglio del contenitore.

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