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Top Ten: gli artisti rivelazione del 2018

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Il 2018 sta per terminare… Anche quest’anno diversi artisti sono saliti alla ribalta (per la gioia di alcuni e la tristezza di altri). Ma, come sempre accade, alcuni si riveleranno meteore e molto probabilmente allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre saranno già stati dimenticati. Altri invece brillano talmente tanto da poter continuare ad illuminare anche il nuovo anno (e non solo).

Del resto si sa, la musica è come l’amore: se è stato solo un colpo di fulmine finirà in un battere di ciglia. Se è vero e forte, invece, può vivere anche per sempre.

Ecco la nostra classifica degli artisti rivelazione del 2018.

Maneskin 

Si sono fatti conoscere verso la fine del 2017, grazie alla partecipazione alla undicesima edizione di X Factor, nel 2018 hanno saputo dimostrare che per essere vincenti non è necessario vincere. Non sono arrivati in cima alla vetta durante il talent (anche se il secondo posto non è di certo da buttare), eppure hanno all’attivo già un album, “Il Ballo Della Vita”, che ha ricevuto grandi consensi da critica e pubblico, ed un docu – film “This Is Maneskin”. Quel che propongono è un rock, misto a pop, misto a funk, con influenze reggae e hip hop. Insomma, che piacciano oppure no, quantomeno sono una ventata di aria fresca per il panorama musicale italiano.

Viito

Galeotta fu una casa e chi gliela fittò. Giuseppe e Vito, due studenti fuorisede, iniziano a convivere a Roma e da perfetti sconosciuti diventano coinquilini. E poi da coinquilini band. Già con il primo singolo, “Bella Come Roma”, avevano dimostrato il loro talento. Poi ci ha pensato il primo album “Troppoforte” a confermarlo. Il loro ultimi singolo, “Tempi Migliori” è stato scelto per la colonna sonora de La prima pietra, la nuova commedia di Rolando Ravello con Kasia Smutniak e Corrado Guzzanti, uscita nei cinema il 6 dicembre. Un’altra piccola grande soddisfazione per la band per chiudere l’anno in bellezza insomma.

Generic Animal

Classe ’95, Luca Galizia (questo il suo nome all’anagrafe) ha pensato bene di fare un esordio con il botto e di fare doppietta con l’omonimo “Generic Animal” e “Emoranger”. Due lavori in un anno dunque. Il primo, di stampo emo folk, ha ospitato la penna di Jacopo Lietti dei Fine Before You Came. Il secondo è nato dal sodalizio artistico con Carlo Zollo (già produttore di Zeus!, Ghemon, tanto per citarne due). Il primo che racconta il periodo post – adolescente, i vent’anni, l’epoca in cui si cerca ancora di trascinare un po’ di energia rimasta dall’adolescenza, che però si scontra e deve imparare a convivere con la maturità che piano piano prende forma. Il secondo, di stampo hip hop, racconta l’età adulta, quella in cui ci si rende conto di essere i primi nemici di se stessi. Forse Generic Animal non ha raccontato queste fasi conseguenti di proposito. Ma a me piace pensare che sia così.

Gigante

Da quando ha 17 anni bazzica nella scena musicale italiana (il suo esordio è con la band  “Can I Go To The Toilet Please”). Solo nel 2016, però, capisce di essere pronto per fare un cambio di rotta e virare verso una strada da percorrere in solitaria. Ecco che, dopo due anni di incessante lavoro, esce “Himalaya”. Il suo indie pop di alta qualità, con annesso onnipresente ukulele, fa ancora ben sperare in questo genere musicale ormai così ostentato. Speriamo continui sempre a percorrere questa via e non si perda mai.

Capo Plaza

Siamo concittadini, ha soli vent’anni e, per quanto la trap possa piacere e non piacere, bisogna ammettere che ha un gran talento. Non a caso il suo primo album in studio “20” sta sbaragliando la concorrenza e svetta nelle classifiche. Nonostante ciò, però, non dimentica mai le sue origini e continua a tenere ben salde le sue radici. “Io non cambierò mai” canta. Speriamo sia davvero così.

Camila Cabello

Arriviamo oltreoceano. Ed il primo nome che mi viene in mente non poteva non essere il suo. Ha soli 21 anni, ma già un curriculum di tutto rispetto. Dopo aver condiviso per ben quattro anni i palchi e non solo con le Fifth Armony, a dicembre del 2016 ha deciso di intraprendere una carriera solista. Non è proprio un esordiente, qualcuno penserà… Sì, ma abbandonare una band non è un po’ come ripartire da zero? Certo. E Camila lo ha fatto in modo esemplare. Ecco il suo primo omonimo album da solita. Di stampo pop, ma con influenze di musica latinareggaetonrhythm and blues e hip hop, che ha convinto pubblico e critica.

Tom Walker

Come non citare questo artista, che ha convinto tutti, ma proprio tutti, tra cui il nostro Marco Mengoni, con cui ha appena pubblicato il singolo Hola (I Say)? Il suo primo album, “What A Time To Be Alive”, trae il nome da tratto da una delle più belle canzoni d’amore di Walker, “Blessings”, ed è indicativo dell’ottimismo di fondo che attraversa le dodici tracce che lo compongono. Il punto di forza di Walker è la sua capacità di comunicare e di arrivare al suo pubblico. Tanto da essere consacrato come uno degli artisti più amati dell’anno.

Calum Scott

Questo artista forse deve tutto ai Maroon 5, perchè è cantando le loro canzoni che ha mosso i primi passi nella musica. Ma deve tutto anche a se stesso, perchè, dopo anche la sua partecipazione a Britain’s Got Talent, ha saputo costruire la sua identità ed ha saputo fare un salto di qualità tanto alto da portarlo alla pubblicazione di “Only Human”, il suo primo album, molto personale (da notare che è stato completamente scritto da lui).

Greta Van Fleet

Tre fratelli ed un amico. Tutto molto home – made insomma. La band ha visto la luce nel 2012, ma solo quest’anno è arrivato il primo album, “Anthem of the Peaceful Army”. Non convincono tutti i Greta Van Fleet. C’è chi ha definito il loro stile troppo retro, chi addirittura li ha definiti una brutta copia dei Led Zeppelin. Eppure i fratelli Kiszka (ed ovviamente l’amico Wagner) con il loro lavoro hanno dimostrato di saper suonare davvero. E non è scontato. Che il lor stile piaccia oppure no, le loro qualità sono innegabili. Quindi un posto lo meritano senza dubbio.

Trippie Redd

Ha soli 19 anni. Eppure ha già le idee chiare e sa come sostenerle. Basti pensare che lo scorso anno (quando aveva solo 18 anni tra l’altro), avrebbe dovuto pubblicare un singolo, “Owe”, in collaborazione con 6ix9ine (con cui aveva già pubblicato “Poles 1469”). Ciò non avvenne a causa di uno scandalo in cui era coinvolto 6ix9ine in cui veniva accusato di pedofilia. White cancelló la pubblicazione della canzone” Mi spiace ma 1400 non promuove i pedofili”: questa la sua dichiarazione. Ad agosto di quest’anno è uscito “Life’s A Trip”, il suo primo album che, nonostante pareri contrastanti, è riuscito comunque a conquistare il cuore di molti ascoltatori.

 

 

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