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Top Ten: i 10 nomi della musica italiana da tenere d’occhio nel 2021

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Il 2021 è appena iniziato ed è ora di lasciarsi alle spalle un anno musicalmente parlando, e non solo, apocalittico.
Una bestia rara, un anno in cui tutto intorno a noi sembra essersi fermato ma il mercato discografico no.
Nonostante Il lockdown i dischi continuano ad uscire. La musica quindi resta al centro. Ma ne siamo poi così sicuri? Le uscite sono tante, tantissime e sempre più spesso le canzoni non durano nel tempo.
Rischiamo di perderci qualcosa insomma. E allora ogni tanto bisognerebbe fermarsi e dedicare tutto il tempo necessario all’ascolto di un disco dall’inizio alla fine.
Sentire il profumo di un’idea, esplorare , ricercare le piccole perle nascoste in questo mare di merda perché in fondo, le cose preziose proprio perché tali, sono le più difficili tra trovare.
Ecco a voi allora dieci nomi che mi hanno fatto fermare e mi hanno fatto ritrovare quell’intima sensazione di amarla internamente la musica, tramite le cose che ho dentro.
Fatelo anche voi, lo dovete a voi stessi.

VIOLA VIOLI

La femmina che stavamo aspettando. Dopo una gavetta durata quattro anni con gli “Inna Cantina Sound, Viola Violi, autrice e musicista toscana esce allo scoperto e lo fa con un album d’esordio di tutto rispetto.
8 canzoni dalle venature soul, hip hop, r’n’b e jazz racchiuse in Alma, un disco che racchiude la poetica tormentata di Alma Mahler e probabilmente la stessa di Viola Violi. Il sound è essenziale e rievoca chiaramente la cultura hip hop anni ’90, il groove è volutamente melodico e Viola Violi sa convincerti sempre di starla a sentire. Basta poco, basta ascoltarla per capire.

DITONELLAPIAGA

Dici sesso, pensi a lei. Ditonellapiaga è dance, libertà e luci rosse. Ha scoperto di saper cantare agli scout, poi al liceo classica rock band e una volta passata la fase ribelle decide di mettersi in gioco sul serio. Il suo sound dannatamente magnetico ti fa venire una gran voglia di alzare lo stereo a tutto volume
Morphina è il singolo d’esordio, è la carnalità prepotente tradotta in beat. Morphina è quanto di più vietato nel 2020. Morphina è tutto ciò che ci manca.

 

MIRA

Classe ’95, di origini francesi ma romana, Mira (guarda in spagnolo) ascolta Gabriella Ferri, 2Pac e Terence Trent D’Arby. Ma sopratutto canta e lo fa parlando di sé stessa, di come sia riuscita a ribellarsi a quella continua sensazione di inadeguatezza che l’ha portata a scontarsi con il mondo, o forse più semplicemente con se stessa. Mira parla di paure e smarrimento e con Rosso Tiziano descrive il suo difficile rapporto con le droghe. “Il brano racconta l’ultima volta che ho collassato, davvero cercavo mia madre, la chiamavo, ma lei non rispondeva al telefono”.
Quello di Mira, è un progetto fresco con un sound che strizza l’occhio alle tendenze e alle sonorità di oggi.
Un artista forte che attraverso le briciole del passato disegna i frammenti del proprio futuro perché in fondo, accettare i propri scheletri nell’armadio è come accettare se stessi.

ANGELINA MANGO

Esistono persone dotate di una certa sensibilità che riescono a trasformare qualcosa di grezzo in un diamante. E’ il caso di Angelina Mango e il suo Monolocale. Un debutto forse un po fragile che, apparentemente sembra mancare ancora di un’identità artistica ben definita ma che lascia intravedere tutto il talento della giovane artista. Suoni ridotti al minimal prodotti tutti in modalità homemade e una penna (finalmente!) autentica fanno di Angelina Mango una cantautrice sensibile e attenta.
Otto canzoni intime, dal sapore urban pop, in perfetto equilibrio fra quello che vedono i suoi occhi e l’urgenza di abbracciare altre storie, altre vite.

Forse distruggo le cose per poterne fare canzoni. È il mio loop, è la soluzione”

MA FEMME EST MORTE

Musica di classe quella di Ma Femme est Morte. ANMLS è un esordio bellissimo, un disco da ascoltare con il cuore aperto e gli occhi chiusi. Con sonorità vicine all’anti folk e al cantautorato lo-fi, Chrysaora è l’inizio di un viaggio alla scoperta di ciò che può essere un pensiero, un’ idea, una visione.
Ma Femme est Morte ci trasporta in una dimensione parallela, ai margini della notte, dove le atmosfere si fanno sempre più rarefatte e soffuse. Un universo più complesso e raffinato dove la bellezza può tutto.

NERVI

A Nervi, nome che i più attenti appassionati dell’underground italiano conoscono bene, non manca proprio niente. Il suo ultimo singolo Rimandami ha un’indole dannatamente dolce quanto amara. Nervi racconta l’amore, l’ossessione della costante ricerca di libertà, a tutti i costi. A costo di perderlo quell’amore.
Il sound trasuda malinconia, la voce si fonde di sensualità e nevrosi. Da autentico cantautore, Nervi sfiora il pop più malinconico trasportandoti nel suo immaginario dream pop tanto urgente quanto claustrofobico.

Rimandami se vuoi
sarò il tuo primo caso di
nevrosi patologica.

 

NUVOLARI

C’è una voce nuova nel panorama della musica indie del momento, quella di Nuvolari. E giuro che non mi sono fatta corrompere dal titolo, ma il suo singolo d’esordio è proprio una gran bella canzone d’amore, e non solo. Persiani è una canzone sulle distanze, sulle scelte che vanno fatte anche quando non si vuole, una canzone che spinge a guardarsi più̀ spesso da vicino per capire quanto siano realmente preziose le cose che perdiamo. Un susseguirsi di immagini nitide e di disincanto descritte con lo stile di chi ha deciso di seguire influenze cantautoriali e sonorità pop dal sapore vagamente vintage.
Nostalgico, ed è esattamente questa la sensazione che mi trasmette.
Una parentesi intima tanto delicata quanto affascinante.

MALVA

Sono uno dei più bei segreti della scena alternative italiana. Urgenti, mi verrebbe da dire. I Malva hanno una coerenza interna potente e sfruttano egregiamente l’eredità di maestri come Sonic Youth, Marlene Kuntz e Verdena. Una giovane band che porta con sé un progetto artistico interessante, un sound estremamente notevole dove la musicalità dei testi si incastra alla perfezione con il soft rock delle chitarre distorte degli anni ’90. Contaminazioni che vanno ricercate anche nell’immaginario psichedelico del passato ma con un occhio che strizza a sonorità elettroniche contemporanee. Una gran bella scommessa, di quelle che ce ne vorrebbero di più.

NOVE

Cambiamo completamente discorso. Nove è un artista difficile da inquadrare. Un personaggio dissacrante, uno a cui piace sperimentare. Nel disco di debutto NOVE CANZONI CHE NON RICORDO DI AVERE SCRITTO, esce il suo lato impegnato e l’animo outsider che c’è in lui. Un artista fuori dagli schemi capace di slanci pop e di produrre pezzi amabilmente punk che trascendono le distinzioni fra i generi

Nove viaggi andata e ritorno nella testa di Nove. Bonatti che scala il K2, la guerra contro l’indie e la libertà di non poter scegliere niente davvero. O forse niente di questo, nel flusso di coscienza di un progetto bedroom punk incosapevolmente serio e necessario, urgente, dissonante, acido.

Contro tutto e tutti Nove ha la giusta attitudine di chi “non ci ha capito un cazzo” o forse di chi ha capito tutto.

CATERINA

Molto bello l’esordio dei Caterina, duo bolognese nato in periodo lockdown. Il loro sound si lascia sedurre dalle sonorità degli anni novanta passando da garage rock dei Pixies all’immaginario dream pop dei Cocteau Twins.
Gli arrangiamenti essenziali ne sottolineano l’attitudine grezza con tutti i crismi e le suggestioni di quel periodo, ma l’approccio contemporaneo rende e la loro poetica personale e onirica.
I Caterina sono una boccata d’ossigeno.
Ascoltateli.

 

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