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Top Ten: i 5 personaggi In e i 5 Out del 2016

Sin da piccolini sappiamo perfettamente cosa accade intorno a metà dicembre: un panciuto e occhialuto signore avrà il potere di scrivere il nostro nome su una lista e se saremo stati buoni nel corso dei mesi passati allora riceveremo in premio un dono. Caso contrario ci spetterà solo un po’ di carbone.

Loudvision ha così deciso di aiutare l’uomo in rosso e preparare per lui la classifica dei migliori e dei peggiori personaggi della musica per questo 2016.

Dopo un’attenta analisi e varie discussioni con la coppia Babbo Natale – Befana, abbiamo messo nero su bianco i cinque migliori a cui regaleremo un delizioso e virtuale cupcake e i 5 peggiori a cui invieremo solo un tozzetto di carbone zuccheroso. Ovviamente, partiamo dai peggiori

5 posto: Madonna

Sicuramente uno dei più grandi problemi della musica in questi anni è il suo essersi mescolata in maniera incontrollata ed incontrollabile con la politica. Gli artisti di ogni calibro si sentono in “dovere” di  dire la loro, prendere una posizione, farsi in qualche modo simbolo di una corrente politica, di una decisione, di un referendum e via discorrendo. Se da un lato tutto questo impegno sortisce un certo fascino, dall’altro puzza di necessità;  sfruttare quindi l’onda mediatica data dal “fatto politico” per trarre un vantaggio di visibilità. La signora Ciccone, che ci ha insegnato l’arte della provocazione, è scivolata però sul suo stesso ego. Ci si aspetta che superati gli anta, una donna possa utilizzare il proprio potere seduttivo in maniera più concreta e meno sbarazzina. La sua promessa di fellatio per favorire il governo Clinton è stata un’idea abbastanza out e che porta alle mente vecchie storie della White House. Poteva fare di meglio “in favore” della sua preferita e quindi, per non farla restare del tutto a bocca asciutta, le inviamo un bel  tozzetto di carbone.

4 posto: Arisa

L’unica signora del Talent show di Sky è scivolata sul suo stesso vittimismo. Insomma, invece di giocarsi a dovere la carta di Regina in un luogo “dominato” da maschi impetuosi, Arisa ha preferito battere il sentiero della piccola fiammiferaia, e anche questo è stato abbastanza out. La sbronza per sopportare la diretta poteva avere una sfumatura rock’n’roll, cancellata però, da tutto quel piagnisteo che ne è seguito, fino alle accuse di essere “vittima” e “incompresa” solo perché donna. Errore fatale, ma che ha messo in luce l’incapacità di gestire i propri stati d’animo ( fosse stata un uomo avrebbe sortito lo stesso disappunto) e soprattutto l’incapacità di gestire il proprio ruolo  all’interno dello showbiz musicale. Sarebbe stato bello vedere come combatte una Donna nel mondo della musica e non assistere ai capricci di una bimbetta impertinente che per fronteggiare tutto quel testosterone sceglie di assumere la volgarità come scudo protettivo. Quel #suca urlato a furor di popolo è stato poi davvero la ciliegina sulla torta. Carbone, solo carbone per lei.

3 posto: Piero Pelù

Secondo solo a Lapo Elkann per scioltezza mentale, Pelù è scivolato su un eccessivo senso di partecipazione. La sua denuncia della matita cancellabile data in dotazione nelle cabine durante la giornata del Referendum sarebbe stata un’idea divertentissima se avesse assunto i toni di una provocazione, purtroppo non lo era. Il “fatto” dimostra in maniera piuttosto sconcertante come anche i mostri sacri non riescano a star fuori dalla pesantezza delle egregore complottiste, del web e delle forme pensiero. Questa vicenda ci racconta in maniera cruda e pirandelliana lo stato di disagio in cui versa la cultura nel nostro paese. “Non indelebile” sarà questa parentesi, quindi Piero accetta questo carbone.

2 posto:  Roberto De Luca

Un vecchio proverbio dice che quando la neve si scioglie compaiono gli str….. La vicenda del bagarinaggio e del secondary ticketing ha avuto nell’ultimo periodo un’enorme visibilità grazie ai vari servizi de “Le Iene” e alle infinite variazioni sul tema. Certo, che gli addetti ai lavori questa storia la conosco bene da almeno 30 anni e se non l’hanno vista è perché non l’hanno voluta vedere continuando a giocare con la neve sperando, appunto, che non si sciogliesse. Probabilmente il mercato on -line dei biglietti ha, come accade di consueto con il web, amplificato la portata di questa truffa ai danni principalmente dei fan. Quindi il carbone al Presidente di Live Nation non arriva propriamente per aver portato avanti questo giochetto noto , ma per non aver giocato bene, scivolando sulla sua presunzione. Di certo come l’Arsenio Lupin non si fa incastrare da Zenigata, così ci si sarebbe aspettato da un furbo imprenditore…

1 posto: Bob Dylan

La snobbata al Nobel è proprio la peggiore delle vicende legate al mondo della musica nel 2016. Una storia che ci racconta come un menestrello possa trasformarsi facilmente in un intellettuale imborghesito e anche un (bel) po’ maleducato.  La mancanza di rispetto non è (solo) nei confronti del Premio o dell’istituzione, ma verso il mestiere di scrivere. Ci sono scrittori e musicisti che probabilmente lo hanno sognato, sperato, invocato quel premio e ci sono fan in ogni parte del mondo che hanno contribuito alla diffusione delle parole scritte da Dylan; le hanno cantante, reinterpretate, studiate, imparate. Ci si sono immersi dentro come in una vasca di acqua calda e profumata. Cosa c’è di più importante che rendere omaggio a queste parole che si sono diffuse nel mondo e che oggi il mondo omaggia? Non andare a ritirare un premio “perché si ha altro da fare” probabilmente è sintomo di come, a volte, le parole siano solo tali, messe bene in fila e in rima, ma prive di una matrice onesta, o forse, che la vecchiaia ci fa dimenticare il colore della nostra anima. Comunque sia, il caro Bob è stato il più altezzoso e antipatico di tutti, quindi anche noi gli diamo un premio: il Carbone d’Oro.

 

 

 

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