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Top Ten: i 5 personaggi In e i 5 Out del 2017

Come ogni fine dell’anno che si rispetti, è tempo di consuntivi nonchè di buoni propositi. Tempo di classifiche dunque. Il 2017 è stato un anno molto caldo per la musica, l’avvento di nuove tendenze e la predominanza di alcune scene, la rivincita delle etichette indipendenti sulle major, la fusione di generi, il rap che diventa melodico e le melodie che si arricchiscono di contaminazioni folk, suoni sempre più internazionali ma sempre con un  occhio sulla realtà locale. Ma quali sono i personaggi che si sono distinti in bene o in peggio in questi dodici mesi ormai alle spalle? Proviamo ad elencarne alcuni e a spiegarne il perchè.

Cinque artisti IN del 2017:

1. Manuel Agnelli: trent’anni di Afterhours quest’anno. Personaggio categorico: o lo ami o lo detesti. Eccessivo, anacronistico nei temi e nel coraggio. Precursore di un genere di cantautorato che affronta temi così attuali oggi, con trent’anni di anticipo. Un esordio che è arrivato con grandi meriti sin dai primi EP in inglese, con un ingaggio rifiutato da parte della stessa etichetta dei Nirvana e un cambio di genere con “Germi” che vede la prima penna di Manuel in italiano. Agnelli ha segnato un imprinting generazionale lanciando anche un monito che ci invitava a riflettere sul fatto che non si uscisse vivi dagli anni ’80. E invece ce l’abbiamo fatta noi, anche grazie al fatto che hanno resistito loro e la loro musica. Spesso dipinto come un vero e proprio leader e dittatore nella sua band, un uomo con le idee molto chiare e altrettanto coraggio nell’esporle, anche quando c’è da parlare dei propri colleghi con toni aspri. Così come il coraggio di mettersi in discussione e ripartire dalla TV, entrare in un talent, mondo da cui ha sempre preso le distanze, a contatto con una generazione che non ha proprio idea molto probabilmente di chi lui fosse e di quale leggenda lui rappresenti. Manuel, continua a fare musica, così usciremo vivi pure dal 2018 e successivi.

2. Coldplay: una band sempre vicina ai suoi fans. Dopo le critiche dei concerti sold out a cinque minuti dall’apertura delle vendite, lo scandalo dei secondary ticket e del bagarinaggio, la band ha saputo distinguersi in tutto il bello che c’è nonostante i rumors. Martedì 6 marzo, durante la tappa monachense di Chris Martins e soci del “A Head Full of Dreams”, un fan -  conquistata la prima fila – ha esposto un cartello con la scritta “Posso cantare ‘Everglow’ con voi?” e Chris ha accolto l’appello e lo ha invitato a salire sul palco e a realizzare il suo sogno. Altro che cantanti che si disinfettano le mani dopo averle strette ai fans.

3. Cesare Cremonini: svestiti i panni del leader di una boyband anni ’90 (i Lunapop per i lettori più giovani) è sempre un crescendo di poesia, armonizzazioni e di arte. Un nuovo album appena uscito, un regalo perfetto da incartare e lasciare sotto l’albero di Natale della persona amata o di chi si vuol bene. Lontano da ogni gossip, sempre concentrato sulla sua musica più che sui salotti televisivi, Cesare è il ritratto del vecchio cantautorato, lo specchio di quel Battisti che rifiuta interviste ed ospitate TV per non dissipare le sue energie rispetto a quello che sa fare meglio: regalare emozioni al suo pubblico.

4. Roberto Colella: Sicuramente il meno noto e il più giovane dei presenti. Colella è leader della resident band partenopea La Maschera,  due dischi all’attivo e un coraggio sincero nella sua scrittura. ParcoSofia è l’ultimo capolavoro di Roberto, un disco che ha il coraggio di denunciare la realtà circostante e quello che avviene in quel parco urbano di una periferia napoletana, preso ad esempio per tante altre realtà. In un mondo in cui i giovani vengono accusati spesso di menefreghismo e omertosità un personaggio “IN” è sicuramente chi è in grado di contribuire a spezzare le catene dell’illegalità con la sua denuncia, non dimenticando mai l’orecchio dei fans, e vestendo questi temi con armonizzazioni sempre allegre, creando quella dicotomia che potrebbe essere presa d’esempio anche da colleghi molto più navigati che sembrano aver riposto l’arte sincera al chiodo della fama.

5. U2: Bono e il chitarrista The Edge si sono esibiti in un mini concerto nella metropolitana di Berlino. Una trovata a scopo promozionale per lanciare il loro nuovo disco “Song of Experience” – è vero – ma in un tempo di crisi mondiale, in cui i biglietti per i concerti spesso hanno prezzi proibitivi (dai 116 ai 929 euro per gli U2 nel tour del 2018), vuoi mettere l’emozione di andare al lavoro in metro e ritrovarsi a cantare “One- Sunday Bloody Sunday – Get Out Of Your Own Way” al solo prezzo della corsa metropolitana?

Cinque artisti OUT del 2017:

1.Bob Dylan: ritira finalmente il nobel perché presente a Stoccolma per due concerti. Insignito del nobel della letteratura nel dicembre 2016, il menestrello a stelle e strisce si è fatto desiderare a causa dei suoi precedenti impegni, e a presiedere alla cerimonia di consegna del prestigiosissimo premio è stata la sua amica e collega,la Sacerdotessa Patti Smith. A sei mesi da questo episodio che ha riempito pagine intere di giornali, Dylan fa un passo indietro e va a ritirare il premio, solo perché di passaggio a Stoccolma.

2. Thom Yorke- rende disponibili tutti i suoi album solisti su Spotify dopo una guerra legale intentata alla piattaforma streaming nel 2013. Si sarà chiesto come fare per portare il pane a tavola nel 2018?

3. Josh Homme, il leader dei Queens Of The Stone Age - ha tirato un calcio in faccia a una fotografa che stava scattando le foto del concerto – regolarmente accreditata dalla sua agenzia – in maniera del tutto gratuita. Il leader della rock band mondiale durante la stessa serata ha anche sbroccato offendendo i colleghi Radiohead. Quando smetteremo di pensare che la musica sia come una torta e che ai fans spettano un numero fisso di fette e che se i Radiohead ne prendono una la stessa la sottraggono ad altri? La musica è una pasticceria, ognuno aggiunge la propria specialità, non sottrae pubblico o professionalità a nessuno.

4. Calcutta, al secolo Edoardo D’Erme. 11 maggio 2017, Mediolanum Forum di Assago, secondo concerto nei palazzetti per la band romana Thegiornalisti e quattro super ospiti annunciati, tra cui lui. Apre la serata con un quarto d’ora di DJ set senza salutare il pubblico, molti dei quali erano lì anche per lui, essendo stata molto pompata la sua presenza. Al momento del duetto con Tommaso Paradiso, Calcutta dà forfait, lasciando il re di Roma Prati solo sul palco, che non manca l’occasione per rimarcare questa assenza. Le opzioni sono due: o il successo ti ha già dato alla testa, caro Edo, o la santa gavetta che ti insegna a calcare prima i palchi piccoli e ti conduce a essere pronto per i palchi grandi non l’hai vissuta abbastanza. Fatto sta che nell’indole di ogni musicista che voglia farlo di professione deve esserci la voglia di suonare sempre, che sia sotto la doccia, nel garage sotto casa o in featuring con colleghi.

5. Caparezza. La maturità dovrebbe essere uno step che segna ogni uomo, prima che ogni artista, ma maturità non significa spersonalizzazione. È quello che invece pare sia successo al Prisoner pugliese. Svestiti i panni di cantautore impegnato, denunciatore di soprusi e spesso sindacalista, sempre in prima linea sulla questione lavoro e Ilva, ha prestato la sua voce per molte realtà nazionali. Passato prossimo e non presente come tempo verbale per descrivere questo Caparezza. La situazione attuale invece vede Michele impettito, liberarsi dalle catene della nicchia in cui si è rilegato nei decenni precedenti, e darsi anima e corpo allo show. Lo si nota nei testi del nuovo album così come diventa palese si suoi live che registrano numeri mai sfiorati in passato. E L’out dove è? A noi piacciono le persone autentiche e in questo nuovo Caparezza leggiamo rispetto delle regole invece di anima dissacrante! Speriamo che il passato remoto si fermi al presente e non si protragga al futuro.

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