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Top Ten: i migliori dischi del 2017

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Tra le classifiche di rito tipiche della fine dell’anno, è davvero impensabile non stilare quella dei migliori dischi del 2017. La grossa difficoltà riscontrata nel raggruppare solo dieci titoli è il chiaro sintomo di un’ottima annata  per tutti i generi musicali sia fuori che dentro il nostro paese. Gli album citati, cinque stranieri e cinque italiani, non seguono una classifica bensì sono stati collocati in rigoroso ordine di uscita.

Sohn, Rennen (4AD) Data di uscita: 13 Gennaio
Non esistono aggettivi in natura per descrivere la maestosa eleganza di Christopher Micheal Tylor, alias SOHN. “Rennen”, secondo disco dell’artista londinese dopo il bellissimo debutto di “Tremors” (2014), è una scoperta continua ad ogni nuovo ascolto. Il magma sonoro su cui la voce malinconica di SOHN si adagia in modo unico è difatti talmente intriso di così tante sfumature che anche al millesimo ascolto si riesce a cogliere qualcosa di nuovo.

Baustelle, L’amore e la violenza (Warner Music) Data di uscita: 13 Gennaio
“Oscenamente pop”. Così Francesco Bianconi aveva definito, pochi mesi prima dell’uscita, “L’amore e la violenza“, settimo album in studio dei Baustelle, un vero e proprio gioiellino del 2017. La band di Montepulciano ha creato per l’occasione un suono in technicolor, fatto di synth, campionamenti e sorgenti elettroniche, pescando dal repertorio dei favolosi anni 70/80 italiani, da Viola Valentino ad Amanda Lear.

Sampha, Process (Young Thung Recordings) Data di uscita: 3 Febbraio
Dopo una vagonata di Feauturing e due EP, il primo progetto di ampio respiro di Sampha, “Process“, è destinato a diventare un caposaldo della scena nu-soul britannica. Le dieci tracce del disco spaziano tra intimità e riflessione, in cui il cantante londinese affronta, tra gli altri, la perdita della madre, triste ma vitale punto di partenza della stesura di questo malinconico, struggente, toccante debutto.

Giorgio Poi, Fa Niente (Bomba Dischi) Data di uscita: 10 Febbraio
Indubbiamente Giorgio Poi è stato la vera rivelazione del panorama indipendente italiano di quest’anno. Dopo le prime ottime esperienze con I Vadoinmessico e il progetto “Caroibi”, l’artista ha trovato la sua dimensione, cantando in italiano; la sua particolare tessitura vocale, in uno stile che si muove tra Iosonouncane e Alberto Fortis, si dimena perfettamente nelle canzoni squisitamente pop che compongono “Fa niente”, in un gradevole ascolto che corre via velocissimo.

Edda, Graziosa Utopia (Woodworm) Data di uscita: 24 Febbraio
“Chi dice la verità, non può chiamarsi Rampoldi”. Finiva con questa potentissima frase “Sai bene”, ultima traccia di “Stavolta come mi ammazzerai?”, la penultima fatica di Edda. In “Graziosa Utopia”, l’ex cantante dei Ritmo Tribale, attraverso un lavoro magistrale sull’arrangiamento, più corposo rispetto ai lavori precedenti, trova il modo migliore per mettersi totalmente a nudo. Ogni singola frase, così come ogni singolo concetto contenuto all’interno del disco, potrebbe essere materia da trattare in ambito socio-pisocologico e filosofico.

Arca, Arca (XL) Data di uscita: 7 Aprile
Dopo due dischi strumentali, il producer Alejandro Ghersi, in arte Arca, decide di esternare anche attraverso la sua voce quell’espressionismo malinconico che lo ha sempre contraddistinto. Se prima le grafiche 3d però raffiguravano l’artista venezuelano come un alieno hi-tech, ora quello stesso alieno è sceso in terra, nudo come una creatura primordiale, ancestrale, disturbante.

Kendrick Lamar,Damn (Aftermath Entertainment) Data di uscita: 14 Aprile
Quando realizzi un disco che è esattamente l’unione tra la follia di “To Pimp a Butterfly” e il più accessibile “Good Kid M.A.A.D City” hai fatto solo una cosa. E quella cosa si chiama capolavoro. Punto.

Ghemon, Mezzanotte (Macrobeats records) Data di uscita: 22 Settembre
Alzare l’asticella disco dopo disco dovrebbe essere la prassi per un musicista. In realtà non tutti riescono a superarsi, altri neanche ci provano e preferiscono lavorare sull’”usato sicuro”. Lo stesso non si può dire di Ghemon che, dopo la svolta di “Orchidee”, realizza un album bellissimo, capace di superare i propri limiti, sfoggiando un canto davvero notevole impreziosito da un timbro particolare e riconoscibile. L’ennessimo stupendo lavoro targato Macrobeats, etichetta di altri due incantevoli album che non rientrano in classifica per pure ragioni di spazio: Mecna (“Lungomare Paranoia”) e Davide Shorty (“Straniero”).

King Krule, The OOZ (XL) Data di uscita: 14 Ottobre
Semplicemente  66 minuti di caos calmo in cui il ventitreenne londinese trascina l’ascoltatore dentro la propria testa inquieta e scura, simbolo di una generazione che non sa più cosa fare o che forse, semplicemente, non lo hai mai saputo veramente.

Colapesce, Infedele (42 records) Data di uscita: 27 Ottobre
Prosegue a passo spedito la crescita esponenziale di Colapesce, al secolo Lorenzo Urciullo.” Infedele” è un disco breve ma potentissimo, le otto tracce che lo compongono fluttuano tra ritmi tribali elettronici e deliziose parentesi pop prodotte alla perfezione. Un lavoro ragionato, al contrario di altri che abbiamo ascoltato nel corso del 2017  dalla cosiddetta nuova scena italiana, fin troppo saturi di isterie elettroniche e di testi vuoti fini a se stessi. Un disco bellissimo, quasi una lezione.

 

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