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Top Ten — I migliori film del 2016

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Ecco i dieci migliori film del 2016 scelti dalla redazione di LoudVision: la lista comprende titoli che arriveranno nelle sale italiane nelle prossime settimane e altri prodotti invece nel 2015 ma usciti al cinema qui da noi nel corso di quest’anno. Il criterio di inserimento ha tenuto conto del nostro momento di visione del film (a volte anticipato, grazie ai festival).

In ogni caso, la nostra classifica vuole essere come sempre semplicemente un modo per ricordare e consigliare bei film: grazie ai nostri lettori e tanti auguri di buone nuove visioni per il 2017!

1. NERUDA e JACKIE di Pablo Larraín

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Sì, due film al primo posto, ma non è colpa nostra. È il cileno Pablo Larraín ad aver esagerato, piazzando un grande film a Cannes (Quinzaine des Réalisateurs) e un altro grande film a Venezia (in concorso) nello stesso anno: “Neruda“, che mette in scena la figura del poeta attraverso un poderoso sforzo di immaginazione e creazione cinematografica continua; e “Jackie“, che dal personaggio Jacqueline Kennedy trae una «riflessione sulla verità della Storia, sull’edificazione del mito, sul rapporto interdipendente tra immagine e parola, l’ennesimo capolavoro in una filmografia sempre più densa e importante per la storia del cinema del nuovo secolo».

2. PATERSON di Jim Jarmusch

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Anche “Paterson” era a Cannes, «un piccolo capolavoro, con quell’aggettivo lì a fare la sua apparizione solo perché l’effettiva grandezza di un’opera è certificata dalla sua resistenza e consistenza allo scorrere del tempo».

3. INTO THE INFERNO di Werner Herzog

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«La digressione è una delle peculiarità del metodo di Herzog, quella sua capacità di cogliere e rendere a noi visibile qualcosa che il percorso tracciato per il film non aveva previsto, ma che su quel percorso getta una luce nuova, straniante e proprio per questo fondamentale»: “Into the Inferno” è un film sui vulcani, o forse no. In ogni caso lo trovate già su Netflix.

4. LA LA LAND di Damien Chazelle

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«Il musical è il linguaggio del sogno, ed è, in un certo senso, il genere più puro perché prettamente cinematografico, e “La La Land” sublima tutto questo riportandoci alle origini, pur tra telefonini e traffico tentacolare. Che Chazelle sia riuscito ad avvicinare l’impossibile armonia tra modernità e tradizione?»

5. THE WITCH di Robert Eggers

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Prodotto nel 2015 ma arrivato nelle sale italiane in sordina solo quest’estate, “The Witch” «ci porta fino al cuore del mondo magico, mettendo in scena la superstizione senza, almeno in apparenza, il filtro del pensiero razionale. Permettendoci, così, di ridiscendere sul piano più arcaico di quell’esperienza».

6. SULLY di Clint Eastwood

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La semplicità del “miracolo sull’Hudson” secondo Clint Eastwood: “Sully” ci lascia «profondamente commossi, non dalla straordinarietà della storia ma dalla grandezza di ciò che gli esseri umani sono in grado di fare per il bene di altri esseri umani. Con semplicità».

7. THE HATEFUL EIGHT di Quentin Tarantino

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Il glorioso western in 70mm di Tarantino: “The Hateful Eight” è «un western atipico, che ha quasi il sapore della pièce teatrale e che mescola con grande equilibrio elementi del giallo (i cosiddetti “misteri della camera chiusa”), dei film d’assedio e dell’horror, sembrando in qualche modo affine, per ambientazione e tematica, alle pellicole di Carpenter».

8. AVE, CESARE! di Ethan e Joel Coen

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«Un omaggio superbo a un mondo cinematografico scomparso, ai suoi generi, ai suoi metodi produttivi, ai suoi onesti mestieranti allo sbaraglio»: “Ave, Cesare!“, e grazie, fratelli Coen!

9. MANCHESTER BY THE SEA di Kenneth Lonergan

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«Una ricchezza di personaggi coloriti e coerenti nella definizione di una famiglia, oltre che della comunità caratteristica della zona in cui è ambientato”Manchester by the Sea“; una chirurgica inserzione di flashback, che (ri)costruiscono lentamente il passato tragico del protagonista, di dialoghi ironici, umani, teneri, di assenze sistematicamente evocate a farsi presenze ingombranti e fondamentali».

10. HELL OR HIGH WATER di David Mackenzie

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Noi abbiamo avuto la fortuna di vedere “Hell or High Water” sul grande schermo alla Festa del Cinema di Roma, al cinema purtroppo non è arrivato (ma anche questo è già su Netflix): «Una dolente ballata su un’umanità allo stremo, che ci consegna alcuni personaggi indimenticabili ed un finale tra i più belli degli ultimi anni».

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