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Top Ten: I migliori video del 2016 [GUARDA]

Il 2016 volge quasi al termine, gli ultimi giorni per pensare a regali e cenone e sarà già il 2017. E’ arrivato il momento giusto per tirare le somme di ciò che è successo in questo anno nel mondo della musica e per dare uno sguardo a una piccola classifica dei video più belli e interessanti. Ne abbiamo selezionato alcuni che ci hanno colpito, vuoi per l’originalità o per l’impatto sul pubblico; grandi nomi soprattutto, un po’ di Italia e una sorpresa. Andiamo a vedere.

BEYONCE’ – HOLD UP
Nostra Signora del Pop alias Beyoncé per l’ultimo album Lemonade ha fatto le cose in grande: un visual-concept album accompagnato da un film della durata di un’ora che le ha portato una pioggia di nomination per i Video Music Awards e, adesso, anche per i Grammy. In “Hold Up”, diretto da Jonas Åkerlund, la splendente Beyoncé prima emerge come una Venere dalle acque, poi semina lo scompiglio in una tranquilla cittadina, roteando una mazza da baseball: tutti sanno che una donna tradita è un vero pericolo, e Jay-Z è avvisato.

DAVID BOWIE – LAZARUS
Purtroppo il 2016 è stato foriero di brutte notizie per il mondo della musica, una delle più tristi è stata la perdita di David Bowie. Per fortuna ci rimangono le sue canzoni e il suo ultimo video a far da testamento, dove una volta di più ci dimostra cosa voglia dire la definizione “artista”: visionario, teatrale, autentico genio creativo di musica e immagini. Impossibile non provare una piccola stretta al cuore con questo videoclip, diretto da Johan Renck, sentendo la sua voce leggermente segnata dal tempo ma ancora inconfondibilmente sua.

JUSTIN BIEBER – SORRY
Prendete una ventina di ragazze scatenate e colorate, mettetele a ballare una coreografia pazzesca, aggiungete un buon montaggio e regia (Parris Goebel: coreografo e regista), più la canzone di Justin Bieber, shakerate il tutto e avrete un video da 2 triliardi di visualizzazioni su Youtube. Tanto più che nonostante questo pezzo sia del 2015, possiamo a buona ragione inserirlo come tra i più influenti anche nel 2016. Fate un test: aprite il link e in men che non si dica vi ritroverete davanti allo specchio di camera vostra a imitare passo passo tutte le mosse.

REGINA SPEKTOR – SMALL BILL$

Regina Spektor è pressoché sconosciuta in Italia, ma negli United States l’hanno designata come la nuova Tori Amos. Newyorkese di origine russa, il suo video diretto da Steven Mertens è una specie di fiaba allucinatoria: da una parte Regina cavalca il fedele orso bianco, e tra neve e matrioske raggiunge le sirene del mare, diventando una di loro; dall’altra una grigia e violenta metropoli (forse proprio New York?) abitata da orsi in abito professionale viene “arpionata” da una gigantesca balena e sprofondata nell’oceano. Un vero kitsch trip del subconscio, una volta visto questo videoclip lo guarderete almeno altre 4 per riuscire a interpretarlo.

MIKE POSNER – I TOOK A PILL IN IBIZA (SEEB REMIX)
Una delle canzoni che imperversavano nella nostra estate, “I Took A Pill In Ibiza” ha per protagonista un ragazzo che prova l’ebbrezza dello sballo con una pastiglia presa nel bagno di una discoteca; subito dopo averla assunta la faccia diventa la testa di un enorme spauracchio di cartapesta. Il video mostra la spersonalizzazione provocata dagli stupefacenti, presi dai giovani per identificarsi con lo status symbol della bella vita, ma che in realtà li rende solo “deformi” e ridicoli. Caldamente consigliato anche il video della versione originale della canzone.

COLDPLAY – UP & UP
Avete mai immaginato di tuffarvi tra le nuvole, affacciarvi su un universo stellato, o guardare l’oblò della lavatrice e vederci dentro delle nuotatrici? Forse sì, e i Coldplay hanno realizzato nel video tutto quello che solo nella nostra immaginazione sembrava possibile. Forse il videoclip più bello di questo anno (firmato da Vania Heymann e Gal Muggia) rappresenta in pieno quello che è il titolo dell’intero album della band, “A Head Full Of Dreams”. Sognare per credere.

NEGRAMARO – L’AMORE QUI NON PASSA
Senza tralasciare quello che succede a casa, tra i video italiani del 2016 spicca questo dei Negramaro: una catena di persone che si baciano l’un l’altro come fosse il telefono senza fili. In questo mondo dove tutto è destinato a passare, anche le relazioni tra esseri umani hanno la fugacità e l’orrore del vuoto, della solitudine, senza lasciare traccia dietro di sé. Davvero ottima l’idea, e ci auguriamo che i protagonisti abbiano tutti certificato di sana e robusta costituzione. Diretto da Valentina Be.

NICCOLO’ FABI – HA PERSO LA CITTA’

Niccolo’ Fabi è senza dubbio uno dei cantautori più sensibili che l’Italia ci abbia regalato. La canzone inquadra benissimo l’evoluzione (o l’involuzione) delle nostre città, che rassomigliano sempre più a immensi centri commerciali, in cui cresce la diffidenza e diminuisce la solidarietà. Proprio per questo il video mostra stralci di vita urbana vista dall’alto, dove uomini e cose sembrano formiche industriose che costruiscono con pezzetti di Lego; diretto da Roberto Biadi.

DRAKE – HOTLINE BLING

Il video di “Hotline Bling” (il regista è un tale Little X) è l’ulteriore dimostrazione che a volte basta poco per diventare virali: una scala bianca, un paio di procacissime ragazze, e Drake che ci mette la faccia, con un bomber arancione oversize da asfaltatore di Detroit e un balletto surrealmente sguaiato (demolendo il mito che voleva i neri tutti provetti ballerini). Ad ogni modo, in questi casi ciò che conta è solo lo swag, non l’eleganza, e qui ce n’è da vendere.

RADIOHEAD – BURN THE WITCH

Il 2016 segna il ritorno sulla scena di una delle band rock più amate, cioè i Radiohead. In “Burn The Witch” nulla è come sembra: video d’animazione, in un piccolo e ridente villaggio di pongo arriva un rappresentante delle istituzioni a fare visita. Nonostante l’apparenza di ordine e serenità, nella comunità si svolgono crimini efferati: esecuzioni di ragazze, impiccagioni, violenze sugli animali. Il video è un omaggio al film horror “The Wicker Man”, ma soprattutto è ispirato alla diffusione nella nostra società di ideologie xenofobe e al pericolo che possa cominciare una nuova “caccia alle streghe”.

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