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Top Ten: Le migliori colonne sonore del 2016

Quella del 2016 è stata una stagione felice per la musica per film, talmente felice che fra i lavori migliori figurano persino nomi poco conosciuti ma particolarmente ispirati, specie nel cinema indipendente americano. Compositori poco tradizionali, piú a loro agio con le melodie, l’improvvisazione e la sperimentazione strumentale che con l’orchestra, e musicisti che amano sperimentare al cinema atmosfere e sonorità inedite anche rispetto ai loro lavori personali non destinati al cinema.

Di contro i pochi grandi nomi della tradizione, i piú anziani come i piú giovani, vengono sovrasfruttati per i tantissimi blockbuster miliardari che le major sfornano con sempre piú avidità, e i risultati (almeno dal punto di vista musicale) sono ballerini.

Nella classifica di quest’anno troviamo ancora alcune vecchie conoscenze che hanno centrato il segno, anche se con lavori relativamente agevoli e poco sorprendenti. Ma a conquistare il nostro cuore sono stati i nomi meno chiacchierati che con spontaneità, e forse senza accorgersene, stanno radicalmente cambiando il panorama sonoro del cinema contemporaneo.

Degni di menzione (fra cinema, tv e videogame), rimasti fuori dalla top ten ma che sono riconducibili alle stesse tendenze e a stili simili a quelli dei piú fortunati dieci: “La tortue rouge” di Laurent Perez Del Mar [ascolta/compra], “The Accountant” di Mark Isham [ascolta/compra], “Lion” di Dustin O’Halloran e Hauschka [ascolta/compra], “Arrival” di Jóhann Jóhannsson [ascolta/compra], “Sully” di Christian Jacob & The Tierney Sutton Band [ascolta/compra], “The Young Pope” di Lele Marchitelli [ascolta/compra], “Game of Thrones Season 6” di Ramin Djawadi [ascolta/compra], “Stranger Things” di Kyle Dixon & Michael Stein [ascolta/compra vol. 1, vol. 2], e “No Man’s Sky: Music For An Infinite Universe” dei 65daysofstatic [ascolta/compra].

10. THE BFG, di John Williams

The BFG coverJohn Williams, il Venerabile, ce l’ha messa tutta a salvare l’ultimo film del suo compagno di mille avventure Steven Spielberg, ma forse la storia l’ha capita piú il primo che il secondo. Williams porta a casa il risultato lasciandoci una delle sue tipiche (e memorabili) colonne sonore sognanti e rassicuranti, degna compagna di “E.T.” e “Harry Potter”, mentre Spielberg rattrista dove in passato meravigliava.

9. FANTASTIC BEASTS AND WHERE TO FIND THEM, di James Newton Howard

image03Alle prese con la magia del mondo di J.K. Rowling, James Newton Howard raccoglie la sfida e si sbizzarrisce, adattandosi all’ambientazione di inizio secolo e ai personaggi piú che all’avventura, con un approccio complementare a quello dalla scrittrice inglese per la sua sceneggiatura. Il pericolo e il mistero, e con essi le loro tipiche sonorità cupe, per una volta Howard li mette da parte, lasciando trasparire un’inventiva che dai lavori “industriali” precedenti sembrava perduta.

8. LE STAGIONI DI LOUISE, di Pascal Le Pennec e Pierre Kellner

Jean-François Laguionie aveva chiamato Pascal Le Pennec per il suo film d’animazione precedente, “La tela animata”, ottenendone un ricchissimo tappeto musicale. Per il nuovo “Le stagioni di Louise” il regista francese aveva bisogno di un approccio diverso: a Le Pennec non è rimasto che inventarsi due semplici temi, ornati di voci bianche, che si alternano alle atmosfere oniriche di un secondo compositore, il pianista jazz Pierre Kellner. Il risultato ben descrive i vagabondaggi dell’anziana protagonista, ipnotico come la metrica perfetta di una poesia. Un album non è stato prodotto, ma il film arriva in Italia la settimana di Natale, cosí abbiamo subito occasione di riascoltarne le musiche.

7. CAPTAIN FANTASTIC, di Alex Somers

image05Per un film sulle radici selvagge dell’animo umano val bene una colonna sonora che mima il soundscape (perdonatemi la parolaccia) selvatico di una foresta. Nella composizione di Alex Somers, di evidente influenza islandese (Somers vive in Islanda con Jónsi, il leader dei Sigur Rós), riecheggia la raucedine del grido animale, delle foglie e del vento. Una accoppiata forse convenzionale per gli schemi del cinema indipendente americano, nonostante il film si faccia paladino dell’anticonformismo. Ma finché la formula funziona, perché lamentarsi?

6. MANCHESTER BY THE SEA, di Lesley Barber

Manchester by the Sea - Compra il vinile su IBS.ITForse della colonna sonora di “Manchester by the Sea” si ricorderà principalmente la scelta del repertorio classico voluta dal regista Kenneth Logerman (fra cui il celebre “Adagio in Sol minore” di Albinoni), mentre si notano meno le sottili composizioni minimaliste originali della canadese Lesley Barber, che nella loro ripetitività modulare sembrano fare da risonanza e coda ai temi dei brani classici. Inutile dire che in un film sulla depressione, lento e impietoso, la componente musicale è un appiglio fondamentale per la carica emotiva del film, e la sintesi raggiunta in questo è uno dei risultati piú originali e efficaci dell’anno.

5. ROGUE ONE: A STAR WARS STORY, di Michael Giacchino

image10Uno dei film piú attesi dell’anno, e soprattutto una delle colonne sonore piú attese di sempre. Inizialmente affidata a Alexandre Desplat, la musica del primo spin-off della saga piú amata della storia del cinema è passata in extremis a Michael Giacchino, spesso considerato erede del grande John Williams e che qui ha avuto l’occasione di dimostrarsene degno piú di chiunque altro. Giacchino sacrifica giusto un poco del suo stile per garantire una continuità tematica col Venerabile predecessore. Un omaggio? No, Williams ha contribuito a definire l’identità di “Star Wars”: difficile ignorarla senza deragliare. Una copia? Ma figuriamoci: una musica nuova e epica, che salva il film quando rischia di perdersi in dettagli poco avventurosi e lo esalta quando la battaglia si fa ripetitiva.

4. FAI BEI SOGNI, di Carlo Crivelli

Fra le tante grosse produzioni americane e la desolazione della pianura creativa italiana, la musica di Carlo Crivelli per l’ultimo film di Marco Bellocchio è una sveglia benvenuta. Crivelli è il compositore storico del regista di Bobbio nonché uno dei piú notevoli compositori italiani per il cinema. Qui contrappone un suono moderno e contaminato di elettronica al repertorio della musica anni ‘60-’80 che costella la travagliata storia di formazione del protagonista. Una formula collaudata, quella del contrasto generazionale, ma che è piacevole vedere declinata su sensibilità sempre diverse.

3. HELL OR HIGH WATER, di Nick Cave & Warren Ellis

Hell or High WaterNick Cave è una garanzia, e quest’anno non si è nemmeno risparmiato perché oltre all’uscita del suo nuovo clamoroso album “Skeleton Tree” (che è ovviamente nella nostra classifica dei migliori dischi dell’anno) ha anche composto, insieme all’immancabile Warren Ellis, le musiche del divertente e adrenalinico western moderno “Hell or High Water”, che ne dettano il ritmo e l’atmosfera, e giocano non poco a renderlo uno dei migliori film di quest’anno. Per i due musicisti, di origine australiana, non è difficile aderire alla carica mitica e verista del midwest americano di cui questo film si fa dichiaratamente esponente.

2. CORRESPONDENCE (LA CORRISPONDENZA), di Ennio Morricone

La corrispondenza coverL’anno scorso con “The Hateful Eight” Morricone era in cima alla classifica delle migliori colonne sonore. Pochi giorni dopo (ma era già scattato l’anno nuovo!) è uscita un’altra sua score pazzesca per l’ultimo film di Giuseppe Tornatore “La corrispondenza”. Il film è finito presto nel dimenticatoio, ma l’approccio minimalista del Maestro ci ha consegnato una delle sue composizioni piú intense, per pianoforte e chitarra elettrica.

1. LA LA LAND, di Justin Hurwitz

La La Land coverChi è questo Justin Hurwitz? Hurwitz è la spalla musicale di Damien Chazelle, un talento americano che ha fatto solo film musicali (come un certo “Whiplash”, che ci ha fatto impazzire qualche anno fa) e quindi al fido e giovanissimo Hurwitz deve molto. Per “La La Land”, un vero e proprio musical, torna il sound bandistico che abbiamo analizzato a fondo in “Whiplash”, ma stavolta al servizio della cantabilità e ballabilità, con una storia e delle canzoni che ci portano sulle stelle, per dimenticare l’orlo della guerra mondiale su cui basculiamo.

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