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Top Ten: le migliori copertine album 2016

Il 2016 sta per terminare e l’apertura delle porte del 2017 è ormai vicina; ma la fine di quest’anno non porterà con sé i suoi più grandi successi che ormai, indelebili nella mente di tutti, resteranno vivi per sempre. E se è vero che un buon libro si vede dalla copertina, si può dire lo stesso anche di un album? Forse sì, quindi non possiamo non parlare delle più belle e significative di tutto il 2016.

Blue & Lonesome – Rolling Stones: un’immagine di labbra con la lingua di fuori. La stessa era comparsa sulla copertina di “Sucking in the Seventies” nel 1981, diventando il logo della band, simbolo di riconoscimento, poi 21 anni dopo in “Forty Licks”, ma questa volta si tinge di blu, per omaggiare il blues protagonista del disco. Una copertina che più che altro vuole essere un vero e proprio ritorno alle origini, per una band in attività da oltre 50 anni, che ha segnato la musica mondiale di tutti i tempi.

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A moon shaped a pool – Radiohead: realizzata da Stanley Donwood, ritrae un’immagine grigia, malinconica, che forse vuole richiamare la luna citata nel titolo: è bella perché richiama l’attenzione, invita a capirla o forse solo a guardarla. E per i fan più curiosi, nella copia fisica del disco è contenuto un libretto con la spiegazione di come è stata realizzata da parte dello stesso Donwood.

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Blackstar – David Bowie: la copertina del venticinquesimo album di questo grande artista, pubblicato nel giorno del suo sessantanovesimo compleanno, ossia due giorni prima della sua morte, realizzata dal designer Jonathan Barnbrook, già autore di altre grafiche di alcuni suoi precedenti album, ritrae una stella nera su sfondo bianco, con al di sotto sei segmenti che compongono la parola Bowie in lettere stilizzate.

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Revolution Radio –Green Day: “Revolution Radio” è un album “rivoluzionario” per svariate ragioni, a partire dai contenuti per arrivare alla sua collocazione nelle vite dei componenti della band, alcuni appena usciti da periodi delle loro vite “poco felici”. Un disco così crudo, viscerale e coraggioso, non poteva avere una copertina diversa da quella che ha: una radio in fiamme.

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Getaway – Red hot chilli pepper: nata da un dipinto di Kevin Peterson, originariamente intitolato “Coalition II”, ritrae una bambina che cammina al fianco di animali. È stato scelto da Anthony Kiedis, frontman della band: rappresenta tutta la forza che ci vuole per crescere oggi in questo mondo, i traumi che si devono superare per sopravvivere.

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22, a million – Bon Iver: realizzata da un artista di nome Eric Timothy Carlson, il quale si è ispirato alle canzoni contenute nell’album, ritrae una serie di simboli, segni, numeri, lettere: è più che altro una documentazione di luoghi, tempi, strumenti.

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The colour in anything – James Blake: realizzata dall’illustratore Sir Quentin Blake, ritrae semplicemente una persona in un paesaggio apparentemente di campagna. Una scena forse come tante, ma di cui colpiscono soprattutto i colori: il grigio scuro del cielo e dell’albero sulla sinistra, contrapposto al marrone del terreno e al verde del prato, ad indicare che, come suggerisce il titolo, in ogni luogo ci può essere colore.

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Junk – M83: la simpatia viene sempre premiata. Per il loro nuovo album, gli M83 hanno optato per una copertina che ritrae un cielo stellato con due pupazzi colorati, uno di blu e l’altro di rosso, quest’ultimo con in mano un panino da fast food, forse come rimando al titolo (Con Junk Food in inglese si intende il cosiddetto cibo spazzatura).

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Anti – Rihanna: l’illustrazione è costruita su un’inedita Rihanna, giovanissima, con in mano un palloncino nero e una corona dorata che le scende sul capo, fino a coprirle gli occhi; lo sfondo è rosso e bianco, e a tutta l’illustrazione è sovrapposto un poema di Chloe Mitchell. Progettata e realizzata dall’artista israeliano Roy Nachum, questa copertina nasce con il fine di esaltare il concetto di novità nella musica ed è proprio per questo motivo che parte da un’immagine così “giovane”.

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Il mestiere della vita – Tiziano Ferro: ritrae il cantante con lo sfondo di Los Angeles, in cui, il titolo dell’album sostituisce la famosa scritta “Hollywood”. Più che una copertina, è il riassunto del percorso che ha condotto il cantante alla realizzazione di questo disco, registrato in parte proprio ne “la città degli angeli”, con la quale Tiziano non ha sempre avuto un rapporto facile: iniziata come una storia di odio, di non comprensione, di paura, è sfociata poi in una storia d’amore e di condivisione.

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