Home > Rubriche > Compilation > Top Ten: le migliori copertine degli album 2015

Top Ten: le migliori copertine degli album 2015

Premessa: a fronte della vasta produzione discografica di questo 2015 (buona o brutta che sia stata) non sono sicuro di aver considerato al 100% tutte le pubblicazioni, nel rispetto dei vari generi musicali. Soprattutto perché qui si tratta di pesare la loro qualità in base all’aspetto di una copertina/cover che spesso e volentieri influenza l’acquisto di un determinato album.

Nessuna classifica, sia ben chiaro. Solo il tentativo di mettere in gioco il proprio gusto o spirito critico che sia, con speranza di conoscere soprattutto le vostre scelte personali e magri confrontarle con le mie (dato che l’oggettività non è auspicabile).
E’ il caso di dire, anche l’occhio vuole la sua parte. Non solo l’orecchio.

 

NEGRITA_9_Cover-Album“9” / Negrita. La banda mette i puntini sulle “i” con uno stile vagamente “ledzeppeliano”, affidandosi a particolari semplici, ma efficaci. L’allontanamento di Franky Ciccio Li Causi (ex bassista) è il primo di questi segnali, come il 9 che troneggia sulla testa di Pau (il nono album in studio): l’esperienza irlandese per i Negrita segna un vero punto di svolta, arricchendosi di simbolismi figli (perché no) dell’esperienza maturata grazie al loro primo unplugged (da cui Déjà vu) e alla collaborazione per il Jesus Christ Superstar (XX° anniversario) di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber.

 

 

“Angels & Ghosts” / Dave Gahan & Soulsavers. Il secondo lavoro del frontman dei Depeche Mode al fianco dei Soulsavers si Dave-Gahan-Angels-Ghosts-album-cover-layered-86863543veste di curiosità a 360°. Dave Gahan spicca sulla copertina in maniera davvero provocatoria, con le sue molteplici facce intrecciate fra loro in maniera quasi disturbante: quel tanto che basta per provare a “fissarlo negli occhi” e lasciarsi convincere a “scendere giù nel proprio io” accompagnati dalla voce cupa di Gahan, rivestita qui di rock blues.

 

 

 

 

 

 

iron-maiden-the-book-of-souls

 

“The Book of Souls” / Iron Maiden. E’ più di un ritorno epico. Dopo 5 anni di attesa (dopo The Final Frontier, 2010), tenuti in tensione dalla lotta contro il cancro di Bruce Dickinson, “Eddie The Head” è nuovamente su una copertina dei Maiden in tutto il suo aspetto inquietante e truculento, figlio del puro spettacolo heavy metal.  Derek Riggs firma una cover che celebra il ritorno in grande stile della band inglese, attraverso l’eco di tribù mesoamericane nel “fascino” delle loro pratiche religiose (la brutalità dei sacrifici umani, nello specifico).

 

 

 

 

“Currents” / Tame Impala. Obiettivo psichedelico: raggiunto. La copertina dell’ultimo album di Kevin Parker e soci merita c2ce1807quanto la qualità del prodotto stesso. Se avete imparato ad apprezzare il sound blues/jazz “allucinogeno” della band australiana (protagonista la scorsa estate anche al Rock In Roma 2015) grazie a quest’ultimo lavoro in studio lo dovete senz’altro anche all’efficacia della sua cover. Ma occhio a non fissarla troppo a lungo: dopo qualche secondo, la testa comincia a girare sul serio!

 

 

 

 

ligabue-cover

 

 

 

“Giro del Mondo” / Ligabue. E’ più una doverosa celebrazione che altro. Il 2015 di Luciano Ligabue è stato indubbiamente uno dei più trionfanti e bisogna ammetterlo (comunque la pensiate): l’ultimo Campovolo di Reggio Emilia, a volerla dire tutta, è stata la ciliegina su una torta accuratamente studiata secondo il gusto dei migliaia di fan seguaci del “rocker di Correggio”. “Giro del Mondo” ha sostanzialmente preparato la strada per l’ennesimo successo giocato in casa attraverso il fascino delle trasferte intercontinentali: testimone una copertina tanto suggestiva quanto essenziale.

 

“Into the Wild Life” / Halestorm. L’ultimo lavoro dei fratelli Arejay ed Elizabeth “Lzzy” Hale è davvero impeccabile. Forti del Intothewildlifecoversuccesso internazionale maturato negli ultimi anni, gli Halestorm sono riusciti a descrivere la potenza (oltre che la fatica) dei loro tour in un album potente, un titolo efficace e una copertina “in vecchio stile”: bianco e nero, amplificatori pronti a viaggiare, occhio su Elizabeth e la sua giacca e facce “cazzute” da veri “Young hopefuls” dell’hard rock americano.

 

 

paola-turci_copertina_io_sono-1-e1426602638119

 

 

 

 

“Io Sono” / Paola Turci. Aspettate prima di storcere il naso. Anche qui (come per Ligabue) l’intento è puramente celebrativo, e se conoscete la storia della cantautrice italiana quel tanto che basta riuscite a capire il perché. Altrimenti fate i bravi e documentatevi. E poi fissate bene la copertina: guardate negli occhi Paola Turci prima di cedere alla tentazione di deviare lo sguardo verso sinistra e leggerete la forza di una donna che da 20 porta in giro la propria musica con un’energia invidiabile. E nonostante quel singolo, quasi insignificante, balordo “scherzo del destino”.

 

 

“Drones” / Muse.  “Per me, i droni sono metaforicamente psicopatici che permettono comportamenti psicopatici senza possibilitàmuse-drones-nuovo-album-recensioni di appello. Il mondo è dominato da droni che utilizzano altri droni per trasformarci tutti in droni. Questo album analizza il viaggio di un essere umano, dalla sua perdita di speranza e dal senso di abbandono, al suo indottrinamento dal sistema per divenire un drone umano, fino all’eventuale defezione da parte dei loro oppressori”. Parole di Matthew Bellamy: serve altro? Guardatevi la copertina di “Drones”.

 

 

 

Manson-Pale-Emperor

 

 

 

“The Pale Emperor” / Marilyn Manson. Il nono lavoro del Reverendo è a tutti gli effetti un “album nudo”. Non ci sono personaggi da interpretare, niente trucco e parrucco stavolta: solo Manson e la sua voce. La “purezza” del blues fa il resto. E la copertina non fa altro che aggiungere il solito tocco onirico tipico di tutti i lavori del cantante industrial metal: carico di teatralità come sempre, ma giocato stavolta sul volto indefinito (per questo inquietante) di Manson, impegnato in un elegante posa plastica immersa nel bianco, grigio e nero.

 

 

“A Head Full Of Dreams” / Coldplay. Una vera e propria svolta per Chris Martin e soci. Dopo  un’agguerrita campagna di lancio coldplaydel nuovo album, il coloratissimo fiore della vita contornato da un variopinto disegno ottenuto mediante l’uso di un caleidoscopio è divenuta realtà tangibile nelle mani di tutti fan dei Coldplay il 4 dicembre scorso. Nuove sperimentazioni musicali, inni alla natura, alla sua bellezza e alla vita: tutto si traduce grazie anche allo spirito arcobaleno della cover di questo “A Head Full Of Dreams”. E la band britannica non fa altro confermare la genuinità  del proprio biglietto da visita “goliardico”, frutto anche di concerti paragonabili a veri e propri party “liceali”. Provate a chiederlo a un vero fan!

Scroll To Top