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Top Ten: le migliori canzoni del 2018

Quando il Capodanno si avvicina è sempre tempo di considerazioni e di bilanci di fine anno, di quelli insopportabili che troviamo, guarda caso, proprio nella bacheca facebook della persona che tanto odiamo. Non possiamo dunque certo esimerci da stilare la nostra classifica delle migliori dieci canzoni che ci hanno accompagnato nell’arco di questi 356 giorni. Analizzando tutte le pubblicazioni, appare subito all’occhio quanto l’anno 2018 di nostra vita sia stato particolarmente fortunato da un punto di vista squisitamente musicale. Cercare di comporre una top ten è stato dunque un compito davvero arduo. Ecco allora la nostra lista, divisa in cinque brani stranieri e cinque italiani, in ordine casuale.

Kamasi Washington, Street Fighter Mas

Nell’ultimo progetto discografico di Kamasi Washington “Heaven and Earth“, indubbiamente uno dei migliori dischi Jazz del 2018, è contenuto “Street fighter mas”. Il brano in questione, omaggio al gioco arcade per eccellenza “Street Fighter”, è stato concepito proprio come colonna sonora personale in cui il jazzista si è rituffato nei tempi andati dove sconfiggeva con il celebre videogame la maggior parte dei suoi amici; “Street fighter mas” è un incontro meraviglioso tra il free jazz e il gaming, un inno di battaglia sofisticato e incalzante.

Childish Gambino, This Is America

Forse il brano che più ci ricorderemo di questo 2018. Accompagnato da un video-capolavoro diretto da Hiro Murai, Childish Gambino racconta il pesantissimo clima socioculturale che ha inghiottito la comunità afroamericana dopo l’elezione di Donald Trump. In una vera e propria danse macabre l’artista nel video prima spara in testa a un buskers con la chitarra, poi decima con un mitragliatore un intero coro gospel. Cariche della polizia e uso spropositato delle armi sono solo alcuni dei mille spunti che il brano, destinato ad essere scolpito nella memoria collettiva degli anni zero, violentemente propone.

Pusha T, Santeria

Piccolo gioiello di questo 2018 è stato indubbiamente “Daytona” di Pusha T, sette tracce di puro fuoco prodotte da Kanye West e Jackson Hole. “Santeria”, impreziosita dalla splendida voce di 070 Shake nel ritornello, è il pezzo chiave dell’intero lavoro, in cui le metriche dirette e taglienti del rapper si sospendono in un inciso in spagnolo che immobilizza il tempo e l’altmosfera. Stupendo.

Mac Miller, Self Care

L’anno che sta per concludersi verrà ricordato anche per delle terribili perdite. Una è quella di Mac Miller, scomparso a causa di un’overdose a Los Angeles il 7 settembre scorso, dopo solo un mese dalla pubblicazione del suo bellissimo ultimo album “Swimming”. In”Self Care”, brano apripista del nuovo progetto discografico, Miller parla sostanzialmente del modo in cui è stato percepito il suo personaggio dopo la rottura con la celebre postar Ariana Grande. Il concetto del pezzo rafforza il significato nel potentissimo videoclip, in cui il cantante viene rappresentato sepolto in una bara, a simboleggiare il modo in cui è stato trattato dall’opinione pubblica, dai media e dal gossip in generale. Da brividi.

Lil Peep feat XXX Tentacion, Falling Down

A proposito di scomparse preature, ecco Il brano più triste e controverso del 2018. Triste in quanto i protagonisti, Lil Peep e XXXTentatcion, sono venuti a mancare tragicamente a pochi mesi di distanza; controverso perché il pezzo, inizialmente intitolato “Sunlight on your skin” e scritto da Peep e iLoveMakonnen, è stato fondamentalmente deciso a tavolino anche se, come ormai acclarato, tra i due giovani talenti non scorreva affatto buon sangue. Tralasciando questo particolare, è davvero interessante notare come la canzone, una volta rilasciata e donata ai fan, sia diventata una sorta di manifesto dei giovani alternativi di tutto il mondo, rapiti dalle parole semplici ma decisamente efficaci del testo e dalle atmosfere emo-dark della musica.

Riccardo Sinigallia, Dudù

A quattro anni di distanza da “Per tutti”, quest’anno Riccardo Sinigallia è tornato finalmente sulla scena con l’eleganza, la raffinatezza e la delicatezza che da sempre lo contraddistingue. “Ciao Cuore”, quarto lavoro in studio, è di una bellezza folgorante. “Dudù”, nello specifico, è una reminiscenza infantile del cantautore, una dedica alla bambinaia che accudiva lui e suo fratello negli anni della felicità. Accompagnata da una produzione ricercatissima, il brano si colloca con estrema facilità tra i migliori di questo 2018. Chapeau.

Motta, Chissà dove sarai

Il secondo album è sempre più difficile, dice Caparezza.  Motta ha superato alla grande l’ostacolo: “Vivere o morire”, arrivato dopo il fortunatissimo “La fine dei vent’anni”, ha convinto pubblico e addetti ai lavori ricevendo anche la Targa Tengo come miglior disco del 2018.  “Chissà dove sarai”, quarto singolo estratto, parla di un momentaneo distacco tra due innamorati, solo apparentemente persi per sempre.

La rappresentante di lista, Giovane femmina

Uscito appena quindici  giorni fa “Go Go Diva“, terzo disco de La Rappresentante di lista, merita una menzione d’onore. Un album pop genuino, in cui fa da leitmotiv il cambiamento interiore che passa dal corpo e dalla propria personalità. “Giovane femmina”, con un sound struggente e rarefatto,  racconta di una presa di coscienza, della libertà che si prova a poter finalmente decidere della propria vita.  Wow.

Salmo feat Fabri Fibra, Stai Zitto

L‘anno della conscrazione di Salmo, reduce da tre date-anteprima del tour nei palazzetti andate totalmente sold out, passa dalla pubblicazione del quinto in studio “Playlist”. Ad ornare “Stai zitto”, fotografia perfetta del nostro povero paese, lo strofone dell’anno di un Fabri Fibra in grandissima forma.

Rancore, Depressissimo

La vittoria di Anastasio all’ultima edizione di X Factor è stata assolutamente meritata. Il ragazzo è molto bravo ed è indubbio che sappia scrivere molto bene. A prescindere da questo però, durante le otto puntate del celebre talent targato Sky sui canali social troppo spesso si sono letti messaggi agghiaccianti del tipo: “Finalmente qualcuno che rappa senza parlare di tette e culo”. E no signori. L’Italia è piena di bravi artisti che sanno scrivere bene e anche molto meglio (con tutto il rispetto) del talentuoso Anastasio. Uno dei  tanti è Rancore che, senza troppi fronzoli, ha scritto la migliore canzone rap italiana sulla depressione. Ecchecazzo.

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