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Top Ten — Le migliori colonne sonore del 2014

Sul fronte delle colonne sonore quest’anno di cinema è stato un anno più che soddisfacente. Tutte le maggiori attese sono state rispettate, e hanno spesso superato le aspettative più alte. E anche da dove meno ce lo aspettavamo sono spuntate fuori perle che faranno scuola, ad esempio in TV (in TV ormai si fa cinema, siamo d’accordo su questo?) o nel cinema italiano, a cui ho dedicato due posti ciascuno in questa mia personale classifica.

Ognuna di queste colonne sonore non si limita a fare da commento al film, a indorare la pillola di due ore o più di visione, ma riesce a dare un senso in più alla visione, a volte persino l’unico senso. E sapere che alla musica (persino a quella di repertorio, qualche volta) viene dato così tanto peso, e che certi registi non possono più fare a meno dei loro compositori di fiducia (tante coppie inseparabili nella parte alta di questa classifica), sono già sufficienti #motivipercuiamareilcinema.

10. ITALY IN A DAY – UN GIORNO DA ITALIANI, dei Deproducers

Per il progetto di film collettivo degli italiani, Gabriele Salvatores ha chiamato un collettivo anche di musicisti. I Deproducers sono Vittorio Cosma, Gianni Maroccolo, Riccardo Sinigallia e Max Casacci, e riescono con la loro colonna sonora a rendersi protagonisti del film tanto quanto lo è il particolare montaggio. I filmati, a migliaia, che compongono il film non sono tutti abbastanza originali e interessanti, ma toccati dall’onda dei Deproducers scorrono maestosi come le nuvole e i continenti del pianeta Terra visto dalla cupola della Stazione Spaziale Internazionale (che è nel film).

9. COSMOS: ODISSEA NELLO SPAZIO, di Alan Silvestri

C’è spazio anche per la TV in questa classifica, e persino per una serie di documentari di National Geographic Channel, se a comporne la colonna sonora c’è il grande Alan Silvestri. Oltre a una fantastica sigla, i dieci episodi della serie gli hanno dato modo di illustrare le meraviglie dello spazio tanto quanto di musicare episodi ambientati nelle ere più diverse e dedicati a singoli scienziati o a importanti scoperte scientifiche. Una colonna sonora a tratti epica, drammatica e a volte anche comica, al pari dei più grandi film fantasy cui Silvestri ci aveva già abituati. La serie è ispirata all’omonimo show dello scienziato e divulgatore Carl Sagan, che vantava la colonna sonora di Vangelis.
La colonna sonora è disponibile in download digitale in quattro volumi.

8. THE LEFTOVERS, di Max Richter

La serie TV evento della scorsa stagione targata HBO e scritta dal creatore di “Lost” Damon Lindelof può vantare le musiche del compositore tedesco Max Richter (“Valzer con Bashir”), che come suo solito ricicla tanti dei suoi brani precedenti più amati, coi quali però confeziona una colonna sonora omogenea e efficacemente malinconica. La malinconia e la disperazione sono la cifra ossessiva della serie, e in questo il minimalismo ossessivo di Richter (allievo di Philip Glass) ha un ruolo rilevante e funzionale; poco importa se non sono tutte composizioni originali.

7. IL GIOVANE FAVOLOSO, di Sascha Ring

La cinebiografia di Giacomo Leopardi messa in scena da Mario Martone è sicuramente il miglior film italiano dell’anno. Stesso discorso vale per la colonna sonora, del musicista tedesco Sascha Ring, in arte Apparat. La musica di contrasto per eccellenza, elettronica su ricostruzione ottocentesca, senza esagerare interviene nei momenti più suggestivi della pellicola e insieme all’interprete Elio Germano contribuisce a definire questa nuova iconografia del recanatese e a traghettarlo nel ventunesimo secolo.

L’album purtroppo non è stato pubblicato (anche se alcuni brani erano già stati incisi in passato da Apparat, ad esempio nell’album“Krieg und Frieden” che contiene musica composta per un adattamento teatrale di “Guerra e Pace”) ma potrebbe essere allegato al film al momento dell’uscita in home video, come già accaduto per il precedente film di Martone “Noi credevamo”.

6. NOAH, di Clint Mansell

Il sodalizio fra il regista Darren Aronofsky e il compositore Clint Mansell sta facendo la storia del cinema e della musica da film contemporanea (“Requiem for a Dream”, “Il cigno nero”). Per “Noah” era richiesta una score all’altezza dell’epica biblica, che ha illustri predecessori al cinema. Il risultato è eccezionale e moderno, rievocando le suggestioni ataviche del film come angeli di pietra e fuoco e patriarchi millenari. Questa colonna sonora è più elettrica che sinfonica e, pur con potenza, tiene imbrigliata l’epica del racconto facendosi portavoce dell’angoscia umana, in contrasto con la grandezza degli scenari e dell’ira di Dio.

5. THE IMITATION GAME / THE GRAND BUDAPEST HOTEL, di Alexandre Desplat

Qui comincio a barare e a accorpare colonne sonore, perché dieci non me ne bastavano.

Se con “Grand Budapest Hotel” Desplat sforna il suo solito (sempre geniale) carillon sognante fatto su misura per le visioni di Wes Anderson e che si ripete da “Fantastic Mr. Fox” (2009) e che si mescola con saggezza accademica agli inserti di musica classica, il prezzemolino delle colonne sonore (quest’anno ne ha scritte cinque) tocca una delle sue vette con “The Imitation Game” (baro anche qui: da noi esce il 1° gennaio 2015, ma la considero lo stesso fra quelle di quest’anno). La drammatica storia di Alan Turing, genio immortale a cui la becera società inglese di inizio Novecento fa fare una fine bruttissima, ispira a Alexandre Desplat temi emozionanti che cominceremo sicuramente a sentire usati in filmati, clip, pubblicità e servizi dei telegiornali, tanto sono efficaci.

4. LO HOBBIT – LA BATTAGLIA DELLE CINQUE ARMATE, di Howard Shore

La colonna sonora de “Il Signore degli Anelli” ha avuto la sua bella decade per sedimentarsi nei nostri cuori come una delle più ricche e maestose musiche da film di tutti i tempi, segnando la nostra epoca e ridefinendo il concetto di “epicità”. Dopo quasi dieci anni Howard Shore è tornato a dare voce e suono alla Terra di Mezzo tolkeniano-jacksoniana con tre nuove colonne sonore da sogno e da brivido, l’ultima delle quali è proprio quella per “Lo Hobbit – La Battaglia delle Cinque Armate”.

Shore e Jackson ci hanno anche abituato a una ciliegina su ognuna delle sei torte musicali cui hanno collaborato: una canzone ispirata a ogni film, ognuna scritta e interpretata da artisti diversi. Quest’anno, a darci l’ultimo addio, è “The Last Goodbye” di Billy Boyd (che interpretava Pipino nei primi tre film, e nel terzo film cantava uno struggente lamento scritto di suo pugno, “The Edge of Night”).

3. SI ALZA IL VENTO / LA STORIA DELLA PRINCIPESSA SPLENDENTE, di Joe Hisaishi

In questo meraviglioso 2014 che va a chiudersi il distributore italiano indipendente Lucky Red ci ha portato al cinema ben quattro film enormi dello studio d’animazione giapponese Ghibli, di cui due inediti. E quindi oltre ad aver riascoltato le musiche divine di Joe Hisaishi (nella foto) in due suoi classici come “Principessa Mononoke” (1997) e “La città incantata” (2001), abbiamo anche scoperto i suoi due ultimi gioielli.

Per “Si alza il vento” Hisaishi consegna un’opera sommamente emozionante ma non molto diversa dai modelli soliti delle sue collaborazioni con il regista Hayao Miyazaki.
Per Isao Takahata, regista di “La storia della principessa splendente” con cui Hisaishi lavora per la prima volta a un lungometraggio, si permette di sperimentare un po’ di più e giocare con strumenti musicali della tradizione giapponese (usati anche dai protagonisti del film) e di tenere a bada i suoi tipici virtuosismi sinfonici in favore di semplici melodie, canzoni e atmosfere solo accennate. Il risultato è elegante, a tratti scherzoso, e magico.

2. DRAGON TRAINER 2, di John Powell

Questo podio è in realtà intercambiabile. Le prime tre (anzi quattro) posizioni sono occupate da colonne sonore ognuna, a suo modo, migliore dell’altra.
“Dragon Trainer” fu nel 2010 la prima vera sorpresa dello studio d’animazione DreamWorks Animation, considerato fino a quel momento solo una macchina sfornasoldi. Merito fu soprattutto della fantasia dell’animatore Chris Sanders, ma grande parte ebbe anche il compositore John Powell, che con questo film guadagnò la sua prima nomination agli Oscar. Per questo sequel Powell riutilizza i temi principali del primo film, ma è capace di sfornarne di nuovi allo stesso livello, e di riempire ogni momento d’azione con tripudi da maestro. Uno dei nuovi temi serve per la romantica danza/ninna-nanna fra il padre e la madre del protagonista, “For the Dancing and the Dreaming”, che scioglierebbe i cuori più duri. Ma il film è ricco di momenti emotivi, e John Powell non perde nemmeno una di queste occasioni per drenarvi fino all’ultima lacrima che avete in corpo.

1. INTERSTERLLAR / THE AMAZING SPIDER-MAN 2, di Hans Zimmer

Al primo posto ho voluto piazzare l’exploit di Hans Zimmer, un pilastro della musica da film contemporanea sui generis ma il cui impegno principale sembra plasmare al suo genere anche le prossime generazioni di compositori. Non è raro che Zimmer impieghi molti compositori della sua scuderia (John Powell, per dire, era uno di questi) nelle colonne sonore che alla fine firma solo lui. Questo suo impegno quest’anno l’ha portato all’estremo, dichiarando esplicitamente di aver scritto la colonna sonora di “The Amazing Spider-Man 2” in sette (Hans Zimmer and The Magnificent Six: Pharrell Williams, Michael Einziger, Junkie XL, Johnny Marr, Andrew Kawczynski, Steve Mazarro). Insieme hanno ideato una colonna sonora letteralmente folle per l’insipido secondo capitolo del reboot dell’Uomo Ragno, sintetizzata nella lunga suite “The Electro Suite” (presente solo nel secondo disco della versione deluxe).

Ma è su “Interstellar” che, (più o meno) da solo, Hans Zimmer si produce in una memorabile opera spaziale che meglio della storia stessa restituisce la vertigine del viaggio interstellare e dell’amore che scardina i vincoli della mortalità. E stuzzica anche i cinefili con i richiami alla musica leggendaria di “2001: Odissea nello Spazio”. In più di un’occasione (in brani già diventati di culto come “Cornfield Chase”, “Stay” o la famigerata “scena dell’attracco” la cui musica non è ancora stata incisa in alcuna versione degli album in vendita) la potenza di questa score zittisce letteralmente i personaggi, effetto intenzionale del regista Christopher Nolan.

Della score di “Interstellar” esistono tre versioni. La versione semplice è in vendita in CD fisico, mentre la versione deluxe (che contiene anche la poesia di Dylan Thomas “Do Not Go Gentle Into That Goodnght” letta dal cast del film) per ora è disponibile solo in digitale. Solo negli Stati Uniti è in preordine un’edizione speciale che espande la versione deluxe con altri 35 minuti di contenuti inediti, ancora non annunciati.

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