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  • Tori Amos: Unrepentant Geraldines

    Mercury Records / 2roads

    Data di uscita: 13-05-2014

    Loudvision:
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Qual è la grande novità di “Unrepentant Geraldines”? La risposta è semplice: nessuna. E questa è una gran bella novità.
Tori Amos non cerca qui di cambiare il mondo come aveva fatto con le cinque bambole imparruccate di “American Doll Posse”, né di ricreare un giardino musicale come in “The Beekeeper”. 

Il risultato è un album di Tori Amos ispirato quasi come quelli delle origini, con ballate eccezionali – “Weatherman”, “Oysters” e soprattutto “Invisible Boy” – o alternati a brani più sprimentali: “16 Shades of Blue” e la title track.
Il tutto con un tema di fondo: il passare del tempo. E così non sono di troppo l’infantile “Giant’s Rolling Pin”, il duetto con la figlia tredicenne “Promise” e la spiazzante “Rose Dover”, giocata, anche nei repentini passaggi musicali, sul “diventare grandi”.

Ha fatto bene, benissimo, insomma, a Tori Amos abbandonare per un po’ il pop tout-court e concentrarsi da una parte sul musical “The Light Princess”, da lei scritto e musicato, e dall’altra allo splendido album di variazioni su brani di musica classica “Night of Hunters”.
“Unrepentant Geraldines” ci fa ritrovare Tori Amos in una splendida forma vocale (aspetto che aveva penalizzato un album come “Midwinter Graces”, per esempio) e soprattutto ce la fa riapprezzare per quella cantautrice ispirata che, fino a “Scarlet’s Walk” (2002), aveva sfornato un capolavoro dopo l’altro. 
In quest’ultima fatica, pur senza brani eclatanti o particolarmente struggenti, la sua musica ha ripreso la strada maestra.

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