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  • Torino Film Festival 2017 | Dickens – L’uomo che inventò il Natale

    Diretto da Bharat Nalluri

    Data di uscita: 21-12-2017

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Presentato in anteprima al Torino Film Festival 2017 nella sezione Festa Mobile, e in tutte le sale italiane dal 21 dicembre, ecco il film di Natale per tutta la famiglia da consigliare per i pomeriggi o sere dei giorni di festa. Il “Canto di Natale” di Dickens ha avuto decine e decine di rifacimenti, cinematografici e televisivi, ma mai era stato raccontato in questa chiave, incrociandolo con la biografia dello scrittore nell’adattamento dal romanzo di Les Standiford. “Dickens – L’uomo che inventò il Natale” è un film non proprio originalissimo, nonostante quanto appena detto, ma godibile e divertente, con interpreti in parte e una produzione non proprio milionaria che riesce sapientemente a mascherare le carenze di budget grazie a scenografie londinesi semplici ma funzionali, ed alla fotografia di Ben Smithard che avvolge i personaggi con forti tagli di luce in modo tale da immergerli in un’atmosfera magica e irrealistica. Il cantore dei poveri e dei disagiati, lo scrittore che ci ha tramandato la spietatezza e lo squallore della Londra vittoriana, aveva un passato da Oliver Twist, figlio di benestanti decaduti costretto a lavorare in tenera età in una fabbrica di lucido per scarpe, e questo dato biografico getta una luce obliqua sui conclamati capolavori che tutti abbiamo letto (o dovremmo averlo fatto) dall’adolescenza in poi.

Sei mesi dopo una trionfale tournée americana, Charles Dickens (Dan Stevens) rientra a Londra dove lo attendono debiti e crisi creativa. Padre di una famiglia numerosa e figlio di un padre dissipatore (Jonathan Pryce), Charles è a caccia di denaro e di ispirazione. Illuminato all’improvviso dalle favole di una giovane domestica irlandese, decide di scrivere un racconto per l’ormai prossimo Natale. Ma i suoi editori, delusi dalle vendite dei libri precedenti, rifiutano di investire su quel bizzarro abbozzo di spiriti e vecchi avari. Ostinato e appassionato, Charles trova un illustratore e un’alternativa. In compagnia dei suoi personaggi, lavorerà duramente per sei settimane venendo a capo della sua storia e chiudendo per sempre i conti col passato. 

L’umanizzazione di Scrooge, qui interpretato da un bonario Christopher Plummer, è la novità più rilevante di questo adattamento: il vecchio diventa prototipo della paura per un futuro nebuloso di ristrettezze economiche drammaticamente attuale. Charles ha una doppia anima, quella del dissipatore e del parsimonioso, e il suo immortale libro diventa lo specchio di un travaglio interiore che è insieme una felice interpretazione del rovello creativo legato alla scrittura e, più in generale, alla produzione artistica. Dickens, un bravissimo Dan Stevens, convive con i suoi personaggi, ci litiga, trae ispirazione, ingaggia un vero e proprio corpo a corpo ed alla fine esce vincitore, consegnando alle stampe il racconto che “crea” la memoria e la nostalgia natalizia.

Il piacere dell’affabulazione (attraverso i racconti del padre e della servetta irlandese), il fantastico come fondamentale metodo per rileggere metaforicamente la realtà, il recupero della solidarietà umana, questi sono i grandi temi che il film dispiega in maniera leggera, rappresentando davvero il perfetto intrattenimento festivo per tutta la famiglia. Il piccolo Charles è costretto a crescere nel corso di una nottata, a diventare coraggioso e ad affrontare gli affanni della vita adulta: il suo spirito di solidarietà sarà sempre legato a quest’esperienza. Bharat Nalluri lavora sulla ferita e sulla guarigione, sulla proiezione e sul transfert, sull’innocenza che il male non è riuscito a corrompere. E, pur con tutte le banalità e i topoi che un’operazione come questa inevitabilmente si porta dietro, ci regala il film perfetto di questo Natale 2017.

 

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