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Tornano i Fast Animals And Slow Kids con “Animali Notturni” | INTERVISTA

A due anni di distanza da Forse Non E’ La Felicità i Fast Animals And Slow Kids tornano sulle scene il 10 maggio con il loro nuovo disco Animali Notturni, il quinto album in studio della band di Perugia composta da Aimone Romizi, Alessandro Guercini, Alessio Mingoli e Jacopo Gigliotti, arrangiato dal producteur prodige Matteo Cantaluppi ( Thegiornalisti, Canova, Neffa) e primo per Warner Music.

Sarà un disco per chi, come noi, ogni giorno, scinde in due la propria anima e come nulla fosse, di notte, ne manifesta contemporaneamente entrambe le metà; un disco per chi conosce la strada e la sbaglia apposta. Un disco per l’animale notturno che sta fuori fino alle prime luci dell’alba cedendo ad ogni suo vizio e per lo stesso animale notturno che vuole rinchiudersi nei propri pensieri cercando mettere in fila i pezzi di una vita sbagliata.

11 tracce senza fronzoli, sul bisogno di uscire dal proprio guscio di sensazioni e provare per la prima volta ad essere qualcosa di speciale, di diverso, qualcosa di felice. Un disco per chi ha smesso di amare e per chi vuole ricominciare a farlo. Li abbiamo incontrati in una round table ed ecco cosa ci hanno raccontato con parole taglienti ed eccentriche. Quelle parole che ci hanno fatto perdutamente innamorare dei FASK.

Come è nato Animali Notturni? Quanto di vecchio e quanto di nuovo c’è dei Fast Animals And Slow Kids che conosciamo? 

Come con Forse Non E’ La Felicità, anche per questo disco abbiamo usato lo stesso modus operandi. Subito dopo aver finito il precedente album ci siamo rimessi a ricomporre nuove canzoni. Abbiamo scritto più di venti pezzi e con tanta difficoltà ne abbiamo scelti solo alcuni, quelli che ci sembrano davvero potenti. In Animali Notturni c’è senza dubbio un nuovo corso sia nel suono che nella composizione. Abbiamo iniziato a scrivere questi pezzi e man mano che li scrivevamo capivano la direzione che doveva prendere il nostro disco. Ricordiamo i primi schizzi e riconosco in questo un preciso filo logico che va di pari passo, cioè iniziare un nuovo percorso, e tutto questo è successo nel modo più incosciente e naturale possibile. Quello che conta per noi è voler essere una band che deve emozionarsi con le cose che suona, che vuole sentire fin dentro le viscere quello che suona. Sotto quest’ottica il processo compositivo diventa parte di noi stessi.
Vogliamo comunicare le nostre emozioni e soprattutto vogliamo che arrivino alle persone.

Nella genesi di questi nuovi pezzi qual è il pezzo più vecchio che avete scritto? Ci svelate se c’è ne stato un altro, magari più recente che con il tempo ne ha poi preso prepotentemente il posto all’interno del vostro nuovo album?

Veramente si. Non potrei mai è un pezzo che abbiamo scritto subito dopo aver finito Forse non è la felicità, ma ai tempi non ci convinceva molto. Lo abbiamo ripreso quasi un anno dopo e dopo averne cambiato alcune cose, è diventato il primo singolo di Animali Notturni. In questa canzone ci sono 32 linee di chitarra e ce le abbiamo messe perché ci piacciono tanto. La figura di Matteo Cantaluppi è stata fondamentale in questo. È stata la persona giusta che ci ha aiutato ad arrangiare i pezzi nel preciso modo in cui noi volevamo farlo laddove da soli non ci saremmo probabilmente riusciti. Ci ha fatto scoprire una nuova visione della musica, ci ha fatto conoscere gruppi che non conoscevamo e che poi abbiamo approfondito e ci sono piaciuti da matti. È così che nascono le nostre canzoni, dall’ascolto, dalla sensibilità e dalla condivisione di idee.

Tutto il mondo indipendente sta passando alle Major, voi non fate eccezione. Ci sono alcuni che se ne vergognano e lo fanno quasi di nascosto ed altri invece che se ne fregano; altri ancora ne fanno fieri, qual è la vostra posizione in merito?

Diciamo che siamo di quelli che se ne sbattono la palle. Le Major non sono un robot mortale del potere come si pensava nei mitici anni 90. Le Major sono fatte di persone vere che amano e vivono di musica proprio come noi. A dirla tutta, noi siamo fieri di essere arrivati a loro con il tipo di  percorso che abbiamo fatto. Ricollegandoci a ciò, prendiamo per esempio i R.E.M., uno dei più grandi gruppi degli anni 80  che da indipendente è passato a Warner e lo ha fatto rimando fedele al proprio stile e con una certa consapevolezza. Con la Warner ci siamo trovati bene, fin da subito c’è stato confronto e dove c’è confronto c’è crescita. È importante parlare di comunicazione musicale e capire come tutto questo possa tenere in piedi un sistema immenso di gente che lavora con e per la musica. Il punto non sono le major o le indipendenti, ma le persone che ne fanno parte.

Quali sono gli artisti che vi hanno influenzato nella realizzazione del disco?

Talk Talk, R.E.M. Bruce Springsteen, The Stone Roses solo per citarne alcuni! Le influenze insomma sono tante e per niente pretenziose (ridono, ndr). Questo perché vogliamo puntare in alto e rendere omaggio a quegli artisti che ci hanno fatto innamorare della musica. E poi, se uno deve scegliere sii Bruce Springsteen! Se è vera la passione che si ha dentro allora bisogna provarci davvero. L’importante è non fermarsi mai, e puntare ad essere come le band della nostra vita anche solo per continuare a crederci. Questo è anche un po’ il principio di Animali Notturni, c’è sempre la voglia di crescere, di provare quel brivido che cerchiamo giorno dopo giorno noi nella musica, quel bisogno carnale di sentirsi sempre con l’anima in fiamme.

“Ma dopo tutti questi schiaffi, dopo questi anni in copertura, io non ho paura…”  Ripercorrendo alcune parole della canzone Chiediti di te di cosa hanno paura oggi i Fast Animals And Slow Kids?

Ci piacerebbe dirti di niente ma non è vero. Abbiamo paura anche solo di essere dei musicisti, abbiamo paura di cosa stiamo facendo e perché la nostra vita sia totalmente dedicata ad una cosa che potrebbe essere effimera per chiunque altro, perché la musica ha preso questo strapotere nella nostra esistenza? Ma più di ogni altra cosa la paura che le nostre canzoni non arrivassero a chi vorremmo. Saremmo noi i primi fan di noi stessi?
Tutte queste paure che ci attorcigliano lo stomaco sono però le stesse di cui abbiamo bisogno per andare avanti nel nostro percorso artistico e che diventano giorno dopo giorno lo stimolo per scrivere qualcosa di forte, di potente, qualcosa che ti smuove da dentro.

Matteo Cantaluppi, il produttore del momento.  Come ci siete arrivati e non avevate paura che il suono potesse essere un po’ omologato alla scena italiana di adesso?

Nelle nostre canzoni c’è sempre stata la nostra anima, e quello è stato sicuramente un percorso necessario per arrivare a quello che siamo diventati ora. Matteo è stato il quinto producer che abbiamo provato, non stava per niente nelle nostre corde e credici che tutto pensavamo tranne potesse andare a finire proprio così ! (ridono, ndr). Invece è stato tutto il contrario, ci siamo trovati fin da subito, e ancora prima di iniziare ci siamo messi a parlare per ore e ore di musica di idee, di scambi. Lui ha collocato il pezzo laddove noi non saremmo riusciti probabilmente a farlo. Si è inserito ma non ha plasmato niente. I suoni che sentite è tutto colpa nostra e se non vi piacciono allora non vi piacciono i FASK. Questo è il percorso che volevamo fare ed ogni volta che riascoltiamo l’album ci sembra sempre un nuovo inizio. Quello che conta per noi è lavorare tutti i giorni, suonare ore ore e spaccare ai live! Animali notturni è un disco diverso dai precedenti è vero, che richiede sicuramente un secondo se non terzo, quarto ascolto ma fidatevi, che ci abbiamo messo cuore, profondità e sensibilità. Provate ad assorbirlo e ad ascoltarlo senza filtri.

In Radio Radio, primo singolo estratto, presentato live in anteprima al Concerto del primo Maggio a Roma, parlate del compromesso che prima o poi un artista deve tenere in considerazione. C’e stato un momento anche per voi in cui ci avete pensato e nel caso come andargli incontro?

Certo, Radio Radio nasce proprio da questo pensiero. In realtà nel pezzo c’è proprio l’idea opposta: la ricerca assoluta di libertà. Non è importante che tu metta il nostro pezzo in radio, l’importante è che tu metta dei pezzi se hai un cuore, i pezzi che ti muovono davvero. Noi dobbiamo per forza fare la musica che ci piace a noi, e se non facciamo questo siamo fottuti.

 

Gli appuntamenti instore: 10 MAGGIO –TORINO – MONDADORI STORE ORE 17.00 10 MAGGIO –TORINO – COMEHOME ORE 21.00 11 MAGGIO –MILANO – MONDADORI STORE ORE 15.00 11 MAGGIO –MILANO – COMEHOME ORE 21.00 12 MAGGIO –FORLI’ – MONDADORI STORE ORE 15.00 12 MAGGIO –BOLOGNA – MONDADORI STORE ORE 17.30 13 MAGGIO –LUCCA – SKY STONE ORE 15.00 13 MAGGIO –FIRENZE – FELTRINELLI RED ORE 18.30 14 MAGGIO –PERUGIA – FELTRINELLI ORE 17.30 15 MAGGIO –FROSINONE – MONDADORI STORE ORE 16.00 15 MAGGIO –ROMA – COMEHOME ORE 21.00 16 MAGGIO –SALERNO – MONDADORI STORE ORE 15.00 16 MAGGIO –NAPOLI – MONDADORI STORE 18.30   Le prime date del tour: 24 MAGGIO – MILANO – MIAMI FESTIVAL 01 GIUGNO – TOLENTINO (MC) – STRIKE UP FESTIVAL 04 GIUGNO – BOLOGNA – BIOGRAFILM PARK 08 GIUGNO – LUCCA – WOM FESTIVAL 28 GIUGNO – L’AQUILA – PINEWOOD FESTIVAL 09 LUGLIO – TORINO – FLOWERS FESTIVAL 10 LUGLIO – AREZZO – MEN/GO MUSIC FEST 12 LUGLIO – PARMA – PARMA MUSIC PARK 17 LUGLIO – GENOVA – GOABOA FESTIVAL 20 LUGLIO – SCHIO (VI) – LINE FESTIVAL 30 LUGLIO – FILAGO (BG) – FILAGOSTO FESTIVAL 03 AGOSTO – PLATANIA (CZ) – COLOR FEST 10 AGOSTO – BRESCIA – FESTA RADIO ONDA D’URTO 12 AGOSTO – CAST.NA GROTTE (BA) – FARM FESTIVAL 24 AGOSTO – VINADIO (CN) – BALLA COI CINGHIALI 05 SETTEMBRE – EMPOLI (FI) – BEAT FESTIVAL

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