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In occasione del centenario della Grande Guerra, Ermanno Olmi ritorna al cinema con un film sul dolore e sulla memoria perduta, “torneranno i prati” (dal 6 novembre al cinema, qui l’incontro con il cast).

Siamo sul fronte del nord-est,dopo gli ultimi sanguinosi scontri sugli Altipiani e con la disfatta di Caporetto ormai alle porte. Un gruppo di soldati tenta di sopravvivere in una trincea, fronteggiando il freddo, la solitudine e i colpi dei cecchini nemici. Le giornate si susseguono tutte uguali, nell’attesa di un attacco che no si sa quando arriverà, e tra paura dolore e rassegnazione si cerca di andare avanti.

È un oggetto anomalo e non del tutto riuscito “torneranno i prati”: il film soffre di un enorme gap tra un aspetto visivo eccelso ed una scrittura non del tutto a fuoco (per non dire scadente, in alcuni frangenti), è un esortazione a ricordare che però ci propone dei personaggi dei quali ci scordiamo dopo un minuto.

Rimane comunque un’operazione di sicuro interesse e dagli intenti più che lodevoli: l’impresa di un ottantatreenne che sfida le potenze della natura per smuovere le nostre coscienze nei confronti di una generazione ingiustamente massacrata, affinché ciò non debba ripetersi mai più (e quindi, una mezza stelletta in più di stima gliela concediamo).

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Contro

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