Home > Recensioni > Toronto 2015 — About Ray

Storia di famiglie allargate, famiglie moderne, e i problemi che la società crea loro e che nessuno è ancora davvero pronto a affrontare.

Ray è un teenager nato femmina e che si è deciso a sottoporsi all’operazione di cambio di genere. Ma è un minorenne, e la legge richiede l’autorizzazione di entrambi i genitori, compreso il padre che l’ha abbandonato per farsi una nuova famiglia. La madre va a cercare il padre, ma verranno fuori vecchi segreti sepolti. Il tutto sotto l’occhio vigile e la lingua lunga (e il cuore grande) della nonna lesbica e della sua fidanzata di una vita.

Quand’è che Elle Fanning è diventata una così brava attrice, mentre la sorella Dakota che una volta era più famosa oggi è data per dispersa? Ecco un esempio di come si costruisce una carriera al di là dei facili entusiasmi per gli attori bambini.

In “About Ray” però Elle Fanning vuole dichiaratamente un Oscar, e fa un lavoro straordinario per meritarselo, sia nella mimesi nel sesso opposto, sia nelle sfumature di depressione e nei frammenti di felicità che la splendida sceneggiatura ha costruito per il suo personaggio.

A interpretare la madre single ma esausta è Naomi Watts, in un altro suo exploit da non protagonista nevrotica qui al Festival di Toronto dopo “Demolition”, mentre nel ruolo di impareggiabili spalle comiche (ma anche di interlocutrici e mediatrici nella complessa discussione sulle tematiche LGBT che il film affronta e stimola) torreggiano Susan Sarandon e Linda Emond.

Un indimenticabile cast femminile, per un film che nonostante la profondità e la drammaticità di certi momenti ha le carte in regola per diventare un classico quasi da commedia brillante, e di vincere qualche statuetta dorata il prossimo inverno.

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