Home > Recensioni > Toronto 2015 — Demolition

Correlati

Demolizioni: questo succede attorno a Davis, il banchiere newyorkese interpretato da Jake Gyllenhaal, quando sua moglie muore in un incidente stradale e lui si accorge di non averla mai amata. Spaccare tutto, con la scusa di riparare, può sembrare elaborazione del lutto, ma è in realtà l’inizio di una nuova vita più consapevole. In questa nuova vita c’è Karen (Naomi Watts), impiegata di una società di distributori automatici di snack che fa traboccare il vaso nevrotico di Davis.

Il nuovo film del quebecchese Jean-Marc Vallée, nonostante costruisca la sua promozione attorno a Jake Gyllenhaal, fa le sue scintille invece nella sceneggiatura fatta di personaggi apparentemente tipici ma che nascondono personalità e nevrosi interessanti, divertenti e commoventi.

Da evidenziare l’interpretazione del premio Oscar Chris Cooper, il suocero di Davis, più tradizionalmente sconvolto dal dolore e che confronta il genero e la sua insolita e irrispettosa rinascita. Il suo personaggio è limitato a apparizioni fugaci che riappaiono periodicamente come orbitando attorno al protagonista, ma è pure l’unica interpretazione degna di nota.

Se “Wild”, il film precedente di Vallée, poteva vantare una storia di catarsi provocata dalla sottomissione alla possenza della natura selvaggia, il contesto di “Demolition” è meno suggestivo e si affida a una serie di follie dissacranti dal sicuro effetto comico ma che dichiarano esplicitamente che in questo racconto non c’è niente di troppo profondo.

Pro

Contro

Scroll To Top