Home > Recensioni > Toronto 2015 — My Skinny Sister

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Sulle spalle della dodicenne Stella gravano non solo i primi turbamenti adolescenziali, ma anche i vari problemi della sua famiglia; in particolare quelli della sorella Katja, ambiziosa pattinatrice su ghiaccio che lentamente precipita nella spirale dell’anoressia. Sono due sorelle dapprima unite, ma il cui rapporto viene gradualmente corrotto da segreti e ricatti, finché non sarà Stella a mostrare una maturità che manca sia alla sorella maggiore sia ai loro genitori.

Il cinema per ragazzi, o per meglio dire quello “di formazione”, tratta per definizione temi universali e tipici dello sviluppo umano nella società occidentale, e il rischio di rimestare sempre nello stesso stagno è altissimo (vedi un altro film del TIFF, “Urban Hymn”).

“My Skinny Sister”, l’esordio della svedese Sanna Lenken presentato a Berlino e che ritroviamo a Toronto nella piccola ma preziosissima sezione TIFF Kids (che esploreremo per bene), si svincola agilmente da questi pericoli grazie al meccanismo azzeccato di raccontare l’anorressia spostando il punto di vista dalla ragazza malata alla sorella minore, e approfitta della sorprendente rivelazione della giovanissima Rebecka Josephson, sicura di sé nelle scene che la mettono (figurativamente e letteralmente) a nudo, e intensa nei momenti più drammatici, quando le interpretazioni degli altri attori dipendono interamente dalla sua.

Un film che potrebbe e dovrebbe uscire nelle sale italiane, o almeno in TV.

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