Home > Recensioni > Toronto 2015 — Our Brand Is Crisis

Il George Clooney produttore non ha finito di dire la sua sulla politica americana del XX secolo; dopo pilastri come “Good Night, and Good Luck”, “Syriana”, “Le idi di marzo” e “Argo”, produce il nuovo film del brillante quarantenne David Gordon Green, “Our Brand Is Crisis”.

Ispirato a una storia vera già raccontata in un documentario omonimo del 2005, il film racconta della dura e sorprendente campagna elettorale di un candidato alla presidenza della Bolivia, precipitato nei sondaggi, condotta da una brillante consulente strategica giunta appositamente dagli Stati Uniti, e interpretata da Sandra Bullock. Oltre a avere esperienza e uno spietato cinismo, “Calamity” Jane Bodine ha anche un conto personale in sospeso con il consulente del favorito alle elezioni.

Certe volte non basta un cast eccellente a fare un ottimo film, tanto per rimettere il dito nella piaga di “The Martian” (la nostra recensione da Toronto). Al pigro lavoretto di Ridley Scott ha molto da insegnare David Gordon Green con questo “Our Brand Is Crisis” che può vantare Billy Bob Thornton, Anthony Mackie, Ann Dowd, Zoe Kazan, Joaquim de Almeida e, ultima ma decisamente prima, Sandra Bullock.

Monologhi lucidi e diretti, cinico umorismo, e una generosa distribuzione di tempi ai tanti personaggi al limite del corale. Il film non indugia sulla malizia e ipocrisia della comunicazione politica, nonostante la sbatta in bella mostra, ma punta chiaramente all’eroizzazione di chi a questa ipocrisia si oppone, ma intelligentemente il moralismo lo confina agli ultimi minuti: una ciliegina finale assolutoria di un ingenuo sognatore è sempre meglio dell’interminabile predicozzo del santone del giorno.

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