Home > Recensioni > Toronto 2015 — Urban Hymn

Correlati

Fra i tumulti di Londra del 2011 scopriamo due ragazze, orfane e affidate ai servizi sociali, che però stanno per essere cacciate per la raggiunta maggiore età. Il loro destino è a rischio, e Leanne, che è particolarmente incline alla violenza, finisce subito in carcere. Jamie invece viene coltivata da una nuova assistente sociale, Kate, che è determinata a aiutarla a costruire una carriera. Ma Leanne è gelosa delle potenzialità di Jamie e del suo angelo custode, e anche le migliori intenzioni possono contribuire alla catastrofe.

Il Festival di Toronto si tuffa nella cultura inglese con la sezione City to City, quest’anno dedicata alla città di Londra. Molti dei film in questa sezione esplorano la dimensione suburbana della città, e “Urban Hymn” è forse la bandiera di questo interesse. Non parafrasa la violenza estrema dell’umanità ai margini, ma la contrappone pigramente a una soluzione idealistica che è più vicina al sogno americano e al moralismo delle favole, di cui abbiamo già esempi in abbondanza nella storia del cinema.

Ci sta a fagiolo, allora, la tipica caratterizzazione adorabile dell’attrice inglese Shirley Henderson (la bambina fantasma di “Harry Potter” e la vecchia scorticata de “Il racconto dei racconti”), che contemporaneamente però è anche la ragione di riscatto di un film buonista con la sua interpretazione di una madre addolorata che trova una ragione di vita per sé e per gli altri dove tutto è sterilizzato dalla morte e della violenza.

 

Pro

Contro

Scroll To Top