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Toronto Film Festival 2015 – I programmi di Cinemateque, Docs e Masters

L’offerta del Toronto International Film Festival si estende ben oltre i due programmi principali che fanno notizia, Gala e Special Presentations, presentati due settimane fa, ma è orgogliosa di spaziare fra generi e ambiti diversi degnandoli di una presentazione in programmi dedicati, e riservando lo stesso trattamento anche al cinema “locale” canadese, ai giovani autori, nonché ai classici della storia del cinema.

Oggi scopriamo proprio i grandi classici, i grandi autori, e i nuovi documentari che verranno presentati al Festival di Toronto dal 10 al 20 settembre 2015.

LoudVision quest’anno sarà per la prima volta presente al TIFF.

TIFF Cinemateque

"Titicut Follies" (1967), di Frederick Wiseman

“Titicut Follies” (1967), di Frederick Wiseman

Partiamo proprio dai classici, con gli otto restauri in pellicola e in digitale che vanno dai capolavori della Nouvelle Vague (“Desideri nel sole”, 1963, di Jacques Rozier) e del grande cinema italiano (“Rocco e i suoi fratelli”, 1960, di Luchino Visconti) alle bizzarrie horror canadesi (“La maschera e l’incubo”, 1961, di Julian Roffman, prima produzione canadese in 3-D), alle pietre miliari del documentario, fra cui il premio Oscar “Harlan County, USA” (1976) di Barbara Kopple, presentato alla prima edizione del festival torontoniano, e “Titicut Follies” (1967) di Frederick Wiseman: questi ultimi due presenteranno anche i loro rispettivi nuovi documentari nella sezione TIFF Docs.

TIFF Docs

"Hitchcock / Truffaut", di Kent Jones

“Hitchcock / Truffaut”, di Kent Jones

Appunto. Il nuovo documentario di Wiseman si intitola “In Jackson Heights” (anteprima immediatamente seguente a quella della Mostra di Venezia) e è il suo ottavo film su New York, stavolta dedicato all’osservazione della vita dei nuovi immigrati di prima generazione (dal Sud America e dall’Asia orientale) nella Grande Mela.

L’ultimo film di Barbara Kopple invece è “Miss Sharon Jones!”, sulla regina del soul Sharon Jones e la sua battaglia contro il cancro, e è uno dei molti documentari che esplorano il mondo della musica quest’anno al Festival. Fra tutti spicca “Amazing Grace”, il documentario perduto di Sidney Pollack quando seguì la registrazione dell’omonimo album di Aretha Franklin.

E ancora documentari sul violinista Yo-Yo Ma (“The Music of Strangers”, di Morgan Neville, premio Oscar due anni fa per un altro documentario a tema musicale “20 Feet from Stardom”), sugli Arcade Fire (“The Reflektor Tapes” di Kahlil Joseph), su Janis Joplin (l’atteso “Janis: Little Girl Blue” di Amy Berg, in anteprima fuori concorso già alla Mostra di Venezia).

Si esplorerà anche il tema del cinema stesso al TIFF, con l’atteso “Hitchcock/Truffaut” di Kent Jones (il co-autore dei celebri documentari di Martin Scorsese sul cinema italiano e su Elia Kazan) che partendo dalle registrazioni dell’intervista del regista francese al collega e maestro inglese coinvolge anche i registi contemporanei (da David Fincher a Wes Anderson a Scorsese stesso) nella discussione sul cinema di Alfred Hitchcock.

Non mancheranno film più impegnati sui temi di attualità scottante: dal Medio Oriente all’Ucraina, dal resoconto dell’attentato alla redazione di Charlie Hebdo (“Je suis Charlie”, di Emmanuel Leconte e Daniel Leconte) alla biografia della giovanissima premio Nobel Malala Yousafzai (“He Named Me Malala”, di David Guggenheim, premio Oscar per “Una scomoda verità”).

Masters

"The Pearl Button" di Patricio Guzmán

“The Pearl Button” di Patricio Guzmán

Un sacco di grandi film di quest’anno hanno già fatto il giro dei festival internazionali, ma questa non è una ragione perché saltino il TIFF, che a loro dedica il prestigioso programma Masters. Da “Cemetery of Splendour” di Apichatpong Weerasethakul, acclamato al Festival di Cannes, a “Taxi Teheran” di Jafar Panahi, trionfatore a Berlino, alle freschissime sponde della prossima Mostra di Venezia: “Sangue del mio sangue” di Marco Bellocchio, “Francofonia” di Aleksandr Sokurov, “11 Minutes” di Jerzy Skolimowski, “Rabin, The Last Day” di Amos Gitaï; e ancora dal Festival di Berlino: Wim Wenders con il 3D di “Ritorno alla vita” (“Every Thing Will Be Fine”) che uscirà il 24 settembre in Italia, e il nuovo documentario del maestro cileno Patricio Guzmán “The Pearl Button” (“El Botón de Nácar”), che a Berlino ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura.

 

Immagini: courtesy of TIFF. Immagine di copertina: “Rocco e i suoi fratelli” (1960) di Luchino Visconti.

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