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Toronto Film Festival 2015 – La presentazione del programma e le prime anteprime

Quest’anno Loudvision vola in Canada per la 40° edizione del Toronto International Film Festival, per gli amici più network-socievoli #TIFF15. Un festival lontano geograficamente ma che fa sentire con forza la sua influenza sulla più importante Mostra del Cinema di Venezia: a Toronto, prima che a New York, si danno appuntamento molte delle grandi anteprime, alcune delle quali soffiate al Lido, della stagione cinematografica autunnale.

Il Toronto International Film Festival rende anche onore alla sua vocazione più popolare e non teme di programmare film già passati in altri festival (non per niente nelle prime edizioni si chiamava “Festival of Festivals”), tenendo vivo il dibattito su di essi e portando al pubblico nord-americano un assaggio del cinema mondiale, altrimenti poco accessibile.

Il Festival 2015

TIFF Bell Lightbox

Il Festival, che quest’anno avrà luogo dal 10 al 20 settembre sovrapponendosi per qualche giorno alla coda della Mostra di Venezia, si svolge principalmente al TIFF Bell Lightbox, il cinema/centro culturale gestito dal TIFF per tutto l’anno, in pieno centro città sulla King Street, strada analoga della più celebre Broadway newyorchese, sede di cinema e grandi teatri e chiusa al traffico per dieci giorni per l’occasione.

Per celebrare la quarantesima edizione, inoltre, per la prima volta il Festival prevede anche una serie di proiezioni gratuite nei parchi della città, fra cui i film che hanno fatto il successo del Festival e classici restaurati. La perla di questa iniziativa, nella serata conclusiva del 20 settembre, sarà la proiezione in 70mm di “La donna che visse due volte”, di Alfred Hitchcock, con la colonna sonora di Bernard Herrmann eseguita dal vivo dalla Toronto Symphony Orchestra.

Sono tantissimi i film presentati in questa manifestazione (l’anno scorso quasi 400), divisi in molte sezioni, poche delle quali competitive. Gli unici premi da aspettarsi sono quelli che hanno davvero un’utilità, ad esempio quelli che aiutano in denaro il cinema canadese, gli esordienti o le opere più d’avanguardia.

Le due sezioni principali, di cui è stata annunciata la prima ondata di film martedì 28 luglio, si chiamano Gala e Special Presentation”, dedicate a anteprime più o meno esclusive, e che esamineremo più nel dettaglio tra poco. Fra le nuove sezioni segnaliamo Primetime, dedicata alle produzioni televisive di qualità e dignità cinematografica, e Platform, dove una giuria internazionale di altissimo calibro composta da Jia Zhang-ke, Claire Denis e Agnieszka Holland premierà i migliori film d’autore da tutto il mondo.

Le anteprime: GALA

Demolition - Jean-Marc Vallée

Tradizione recente vuole che il film d’apertura del Festival sia, più o meno direttamente, canadese. Quest’anno ad aprire le danze è “Demolition” (foto), produzione americana del regista del Québec Jean-Marc Vallée (“Dallas Buyers Club”, “Wild”) con protagonista Jake Gyllenhaal nei panni di un banchiere distrutto dalla perdita della moglie.

La sezione “Gala” presenta molti dei film più attesi e controversi della stagione. Il primo è “Freeheld” di Peter Sollett, basato sulla storia vera dell’omonimo cortometraggio documentario vincitore dell’Oscar nel 2007 e adattato dallo sceneggiatore di “Philadelphia” Ron Nyswaner; protagoniste Julianne Moore e Ellen Page nei panni di una coppia omosessuale che lotta per il riconoscimento dei propri diritti quando alla prima viene diagnosticato il cancro.

Legend

Anteprima internazionale per l’inglese “Legend” (foto), di Brian Helgeland (lo sceneggiatore di “L.A. Confidential” e “Mystic River”) con la doppia performance di Tom Hardy nei panni di due gangster londinesi gemelli. Sempre dall’Inghilterra arriva l’attesissimo nuovo film di Stephen Frears “The Program”, testo sull’ascesa e caduta del mito del ciclismo Lance Armstrong, mentre dalla Francia approda la commedia di Julie Delpy “Lolo”.

" STONEWALL " Photo by Philippe Bosse

Ultime dovute segnalazioni della sezione Gala : “The Martian”, l’avventura al cardiopalma nello Spazio basata sull’omonimo bestseller autoprodotto dello scrittore di fantascienza Andy Weir, diretta da un Ridley Scott che fatica a ritrovare l’affetto del pubblico di “Alien”, con protagonista Matt Damon; “Stonewall” (foto), un film impegnato di Roland Emmerich (succede) sugli scontri dello Stonewall Inn nel 1969, un locale di New York dove si considerano cominciate le lotte per l’uguaglianza civile delle comunità LGBT.

Le anteprime: SPECIAL PRESENTATIONS

Nella sezione Special Presentations troviamo ancora qualche anteprima mondiale ma principalmente ritroviamo il prodotto degli altri grandi festival della prima metà dell’anno. Fra questi non citeremo i film già presentati al Festival di Cannes, a parte “Youth – La giovinezza” di Paolo Sorrentino, che ha la sua anteprima nord-americana proprio a Toronto e che da lì comincerà ufficialmente la sua corsa agli Oscar (magari per la migliore sceneggiatura, ma più realisticamente per gli attori Michael Caine e Harvey Keitel).

anomalisa

Ritorna alla regia Charlie Kaufman, sceneggiatore e maestro del surreale e del metalinguaggio, che con “Anomalisa” (foto) debutta nell’animazione in stop-motion, collaborando con l’animatore Duke Johnson. Debutta nel cinema di finzione il distributore on demand Netflix, che dopo aver rivoluzionato la televisione americana e aver prodotto importanti e coraggiosi documentari, produce il film di Cary Fukunaga (regista della serie tv “True Detective”) “Beasts of No Nations”, sulle guerre civili africane e i bambini soldato, con il piccolo esordiente Abraham Attah e il veterano Idris Elba.

Brooklyn

Reduce dalla presentazione al Sundance in gennaio, si presenta anche a Toronto il film in costume “Brooklyn” (foto) di John Crowley, scritto da Nick Hornby (che adatta Colm Tóibín), e con il solito raffinatissimo cast anglo-irlandese: Saoirse Ronan, Domhnall Gleeson, Jim Broadbent e Julie Walters. Dall’Irlanda arriva anche il nuovo film di Lenny Abrahamson “Room”, narrato dal cinquenne Jacob Tremblay, storia (tratta dal romanzo omonimo di Emma Donoghue) di un bambino e la sua giovane madre (Brie Larson) costretti a vivere in una casa/stanza di dieci metri quadri, tanto esaltante per il bambino quanto degradante per la madre.

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Un occhio sul Cile del passato e del presente: il regista tedesco Florian Gallenberger (vincitore dell’Oscar per un cortometraggio del 2000 pure ambientato in Sud America) in “Colonia” racconta una storia di europei (interpretati da Emma Watson e Daniel Brühl) bloccati in Cile durante il Golpe del 1973; il nativo cileno Pablo Larraín invece si immerge nelle turbe psichiche di cinque autoreclusi per espiare le proprie pene, in “The Club” (foto).

Desierto

Emancipato dal più conosciuto padre Alfonso, con cui comunque collabora, il messicano Jonás Cuarón presenta in anteprima mondiale a Toronto il suo “Desierto” (foto), una caccia all’uomo sul turbolento confine americano-messicano, con Gael García Bernal e Jeffrey Dean Morgan. Attesissima anche l’anteprima americana di “The Danish Girl” (in concorso a Venezia), del pluripremiato regista Tom Hooper con Eddie Redmayne nei panni dell’attivista transgender Lili Elbe.

Spotlight

Dagli Stati Uniti arriva il nuovo film di Tom McCarthy “Spotlight” (foto, anche questo a Venezia), sullo scandalo degli abusi sessuali dei preti della diocesi di Boston, e sull’inchiesta del Boston Globe al riguardo che gli è valsa il premio Pulitzer per il servizio pubblico; cast americano d’alto livello: Mark Ruffalo, Michael Keaton, Rachel McAdams, Liev Schreiber, Stanley Tucci, Brian d’Arcy James, Billy Crudup.

trumbo

Chiudiamo questa prima carrellata dell’offerta torontoniana con altri due film americani: “Trumbo” (foto) di Jay Roach, storia dello sceneggiatore Dalton Trumbo (interpretato da Bryan Cranston), autore di “Vacanze romane” (1953) e “Papillon” (1973), che per quasi tutta la sua carriera è stato tenuto nella lista nera dei comunisti di Hollywood; e l’anteprima mondiale di “Where to Invade Next”, il nuovo documentario satirico di Michael Moore sulle intenzioni bellicose del Pentagono e del governo americano.

Nelle prossime settimane il Festival annuncerà nuovi film in queste e altre sezioni, quindi rimanete in contatto con noi!

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