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Toronto style

Ci sono gruppi e gruppi…

Una volta la sequenza era questa: formiamo un gruppo musicale, scaliamo le hit con un paio di dischi e poi io – il cantante, quasi sempre – mi avvio verso la carriera solista. Questi tempi sono passati. Nel nuovo chiassosissimo millennio l’indie non solo ha riportato di moda la camicia a quadroni di flanella, ma anche quel modo di far gruppo non certo nuovo agli anni Zero.

Ecco quindi i collettivi – tutti esportati dal Nuovo Continente – che quello stesso successo lo dividono per circa venti teste (e venti tasche). Un esempio di lunga data, ormai, sono i Broken Social Scene, nati un decennio fa a Toronto. Un cuore, che ha i nomi di Kevin Drew e Brendan Canning, fa da motore ad una sfilza di musicisti presi qui e lì dalla scena contemporanea.

Il risultato per l’ascoltatore è quell’innamoramento che fu nel 2002 con “You Forgot It In People”, secondo album per il supergruppone e trampolino di lancio nel successo internazionale. Giusto il tempo di pubblicare una raccolta di b-sides ed ecco il disco omonimo che batte proprio su quel dente innamorato da tre anni. Una scia di suoni lontani e diversi che incontra il cantautorato d’oltreoceano e i ritmi latini, i brani strumentali e i canti più delicati.

…e poi ci sono i collettivi canadesi

I Broken Social Scene, oggi, sono il risultato degli apprezzamenti avuti negli anni e delle fughe soliste dei loro fondatori che hanno avuto l’accortezza di sottolineare il collettivo di provenienza, come un marchio di garanzia. Tornano in venticinque per collaborare al nuovo “Forgiveness Rock Record”, prodotto da John McEntire, già batterista dei Tortoise. Con un nucleo allargato a sei elementi il nuovo lavoro dei canadesi acquista solidità d’insieme, ma perde – al tempo stesso – quell’istinto musicale che tanto ci ha affascinati.

Sono quattordici le tracce e, come al solito, si riassumono in un calderone di stili e ospiti. Come non fare di “Chase Scene” una colonna sonora di film anni Ottanta? L’elettronica la trovate in “All To All” e la strada la perdete in “Ungrateful Little Father”, dove una piacevole sensazione di spaesamento vi coglierà impreparati alle sue mistiche note finali. E se avete una donna da abbracciare fatelo appena parte “Romance To The Grave”, se vi va bene in chiusura di serata le dedicherete “Me And My Hand”.

Gli ospiti vanno da Feist ai Do Make Say Think, ai The Sea And The Cake: tutto l’indie canadese è qui, in veste di vecchi amici. Chissà se si divertono ancora o se tutto è stato fin troppo programmato. Ma chissà quand’è che la smetteremo di essere malpensanti. Fatto sta che il ritorno dei Broken Social Scene è uno dei regali più apprezzati di questa primavera che volge al termine. “Forgiveness Rock Record”: tutti i peccati sono assolti. Buon ascolto.

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