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Piatto ricco? Mi ci ficco!

“Terrastation” crea scompiglio. Basterebbero queste tre parole per riassumere, seppur pigramente, l’incredibile rito orgiastico che i Torpedo celebrano sul pentagramma, partorendo un album che meriterebbe il sottotitolo neologistico di “ininquadrabile”.

Giunge inevitabile la domanda: perché? Busta numero uno: perché il gruppo è privo di una effettiva maturità artistica, e vaga alla ricerca di un sound caratterizzante. Busta numero due: perché il gruppo, dopo un esordio tipicamente punk e undici anni di attività, si è guadagnato l’esperienza sufficiente ad esplorare senza remora alcuna i generi più disparati. Qual è la busta vincente?

Classic punk e rap, ma anche raggae, alternative rock, e spruzzi di dub che ricordano quei Casino Royale degli anni ’90. Un mix di suoni che accompagna l’ascolto lungo le 13 tracce dell’album, impedendo anche all’orecchio più pigro di annoiarsi. Ma la varietà si risolverebbe in caos, senza una sezione fiati capacissima che, accompagnando la potente voce di Khora, costituisce l’impronta tipica del CD. Si passa così dal sapore dub di “Alto Voltaggio” al rock di “Sempre La Stessa Musica”, dal raggae di “Confini” fino al rap ibrido di “Come Una Cavia”. Senza mai rischiare di perdersi: con quella tromba da brivido sullo sfondo, rimane la consapevolezza di ascoltare un prodotto inconfondibile e unitario.

Dulcis in fundo, ma elemento integrante del tutto, le collaborazioni: se al raggae si accompagna il talento mostruoso di Lee Perry, se al rap quello oltreoceanico dei Dujeous, se si chiude il pacchetto con un nastro firmato Stefano Benni – autore del testo de “La Musica Nel Sangue” – non rimangono più dubbi. La busta è proprio la numero due.

Incredibile a dirsi, ma talvolta l’oggettivo sfiora il soggettivo: inutile allora reiterare quanto “Terrastation” sia pregevole. Magari, per cattiveria, val la pena sottolineare che ogni esplorazione musicale che si rispetti ha i propri nei: così “Baci Dall’Underground” non è tanto rap quanto vorrebbe essere, né i testi nel complesso sanno arpionare il cuore quanto sa farlo la musica. Ma si tratta di punti neri da poco, su uno sfondo in grado di cancellarli rapidamente.

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Contro

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