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  • Torture Killer: Sewers

    Torture Killer

    Data di uscita: 26-03-2009

    Loudvision:
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Groove’n’Growl!

I Torture Killer sono una giovane band finlandese che è riuscita nell’impresa di far innamorare di sé un cavernicolo come Chris Barnes. Lo storico singer dei Cannibal Corpse ha visto in questa formazione scandinava un promettente discepolo dei suoi Six Feet Under e ha deciso di lanciarla nel calderone death metal mettendoci la faccia e la voce. Così è nato “Swarm!”, primo album della band che sembrava un qualunque album dei Six Feet Under tutto groove’n’growl, con pezzi trascinanti e meno piatti di quanto Barnes ci aveva abituato.

Ora Barnes è andato via e i Torture Killer cercano di reggersi sulle proprie gambe con “Sewers”. Il risultato è un album migliore nella forma, grazie a suoni di chitarra molto più marci e corposi e a Juri Sallinen, che dietro il microfono se la cava meglio di Chris Barnes (non che ci voglia molto). Purtroppo, per tutto il resto, si registra un calo notevole. Canzoni anonime dalle quali il groove stenta ad emergere, anche se, quando lo fa, richiama alla mente gli Obituary oltre ai pluricitati Six Feet Under. Basta ascoltare “Rats Can Sense The Murder” e “I Bathe In Their Blood” per rendersi conto che nei picchi dell’album i Torture Killer sanno far divertire ma che, a causa della penuria di idee e soluzioni compositive, non riescono a farlo per più di qualche minuto.

I fan dei Six Feet Under troveranno una valida alternativa al loro gruppo del cuore. Tutti gli altri troveranno soltanto un po’ di death grooveggiante senza particolari pretese.

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Contro

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