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  • Totimoshi: Ladrón

    Totimoshi

    Data di uscita: 01-01-2007

    Loudvision:
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Manovalanza e mescolanza rock

Il bello della musica è che a volte non è obbligatorio rifugiarsi nelle etichette. E il caso di un gruppo come Totimoshi è emblematico. Il trio di Oakland, attivo dal ’97, propone dal suo calderone un rock quasi inclassificabile, frutto di influenze musicali delle più disparate.
Il gruppo guidato da Antonio Aguilar (chitarra e voce) e dalla moglie Meg (basso) giunge al 4° studio album, “Ladròn”, prodotto da un certo Page Hamilton (Helmet). I Totimoshi rispetto al passato si svincolano ulteriormente dalla matrice punk abbracciando in un certo senso la bandiera dell’imprevedibilità in stile Melvins, senza tuttavia raggiungere la stessa qualità del gruppo di King Buzzo & Co.. L’apporto di Hamilton in cabina di regia esaspera l’approccio contestatore, portando come risultato ad uno sludge-core più soft rispetto ai canoni tradizionali; in ogni modo non mancano anche episodi più ragionati come l’esplosiva cavalcata sabbathiana della title-track. Il grunge di Alice in Chains e Screeming Trees viene rievocato invece in “Gods Of Earth”, mentre in chiusura possiamo segnalare la ballata country-blues di “These Meanings”. Non eccellono le doti canore di Aguilar, ma nella sua totalità l’album regge bene il colpo tra testi impegnati e un gusto spagnoleggiante di certe atmosfere.

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