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Tra horror e mockumentary

Sarà anche l’ultimo mockumentary? “L’Ultimo Esorcismo“, film prodotto da Eli Roth e diretto dal tedesco Daniel Stamm, è l’ultimo prodotto in ordine di tempo di quel filone di falsi documentari spacciati per veri, un sottogenere nel quale si nota una cospicua tendenza a raccontare storie dell’orrore, che riguardino streghe, zombie, demoni o quant’altro. A dire il vero ci aveva già pensato il nostro Ruggero Deodato trent’anni fa con il suo “Cannibal Holocaust”, considerato ancora oggi uno dei film più violenti della storia del cinema, incentrato sulla pratica del cannibalismo.

Il vero e proprio boom del mockumentary si è avuto però 11 anni fa con il fortunatissimo “The Blair Witch Project“, interamente girato con la camera a mano, fatto passare per il video ritrovato dei poveri protagonisti caduti vittima della maledizione del bosco nel quale erano andati a girare il loro documentario.

Alla strega di Blair sono seguiti il teorico e interessantissimo “Cloverfield“, storia dell’attacco nella città di New York di un mostro probabilmente proveniente dall’Est; l’adrenalinico e coinvolgente “Rec“, nel quale gli abitanti di un palazzo si ritrovano improvvisamente impossibilitati ad uscire a causa di un virus zombiesco che si è diffuso all’interno della costruzione; l’inutile e deludente “Rec 2“, sequel con tanto di prete “disinfestante”; il deludente e sconclusionato “Paranormal Activity“, cronaca giornaliera della vita di una coppia di fidanzati ossessionati da una presenza che sembra turbare la ragazza; l’inguardabile e a tratti ridicolo “Il Quarto Tipo“, la storia di una serie di scomparse ambigue in un paesino dell’Alaska.

La caratteristica che tutti questi film hanno in comune è il bassissimo budget utilizzato per produrli e gli altissimi incassi che poi riscuotono al botteghino: una sorta di relazione inversamente proporzionale che non sempre è però indice di qualità, come dimostra il fatto che solo alcune di queste pellicole in realtà hanno poi valore cinematografico e e sanno farsi apprezzare per aver messo la tecnica e i topoi del genere al servizio di un cinema di qualità.

Con “L’Ultimo Esorcismo” ci si trova nel mezzo, visto che per tutta la sua durata sembra far sperare in una pellicola interessante e coinvolgente, ben ritmata, interpretata e condotta dal regista, oltre che ottimamente caratterizzata da una critica ironica e sarcastica al fanatismo religioso e al carattere truffaldino che spesso si nasconde dietro determinate pratiche del mondo cattolico e non. Purtroppo, però, certi ammiccamenti ai film che trattano la stessa tematica (in primis “L’Esorcista” di Friedkin e “Rosemary’s Baby” di Polanski), e soprattutto il finale decisamente fuori binario, oltre che esagerato e involontariamente ridicolo, in parte inficiano il totale godimento del film.

La tendenza del cinema di oggi ad affidarsi al genere del “finto documentariO” non sembra comunque voler scemare, considerando anche il grande successo che la maggior parte delle volte si raggiunge, a discapito degli sforzi produttivi: no, “L’Ultimo Esorcismo” non sarà sicuramente l’ultimo mockumetary.

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