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Il fidato direttore della fotografia di Christopher Nolan, Wally Pfister, debutta alla regia scegliendo di adattare il copione fantascientifico scritto dall’esordiente Jack Paglen. Non fidatevi dell’ingannevole trailer: “Transcendence” ruota attorno all’avvento di una singolarità (un’AI che, crescendo esponenzialmente, finisce per superare il livello umano di intelligenza e sconfinare nell’incomprensibile). Un gruppo di ecoterroristi che la avversa tenta di uccidere Will Coaster (Johnny Depp), il geniale scienziato che è sul punto di realizzarla. Disperata per la sua imminente morte, la compagna Evelyn (Rebecca Hall) ne sintetizza la mente e la carica con un upload all’interno del programma sviluppato dal marito.

Qualcuno sorriderà per la poca plausibilità del futuro descritto; vi esorto a fargli perdere quel senso rassicurante di superiorità dicendogli che gli scienziati della Singularity University giudicano il film appena futuribile, spinto all’estremo su tematiche e scoperte che già adesso sono ben più che embrionali. Non si tratta di un se, ma di un quando.
Con un primo livello di storia poco convincente e con un Johnny Depp svogliato, che non dona davvero nulla all’ambiguità del suo personaggio, “Transcendence” verrà bastonato dalla critica. Sotto sotto però nasconde una ricchissima serie di spunti di riflessione, di immagini allusive, di sottili ambiguità (vedi la svolta finale) che invece varrebbe davvero la pena discutere.

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