Home > Recensioni > Trans-Siberian Orchestra: Beethoven’s Last Night

A che serve questa sordità…

Dieci anni fa “Beethoven’s Last Night” avrebbe potuto facilmente essere la più bella rock opera dei Savatage, ed invece compariva come il primo lavoro non imperniato su canzoni natalizie della Trans-Siberian Orchestra. Scelta ampiamente motivata dalla trama che attinge al mondo favolistico e dalla vocazione naturale al musical dell’opera.

L’ultima notte di Beethoven è una battaglia interiore: la sua anima sembra destinata all’inferno e Mefistofele è pronto a commerciare la sua liberazione in cambio della sua musica. Nasce allora un intreccio sonoro mirabile che passa attraverso rock sinfonico solenne, ballate, momenti di maggiore intimità pianistica e prestiti meravigliosamente riprodotti di alcune delle sinfonie Beethoveniane. Difficilmente un lavoro di sintesi è stato così emozionale, e così ricco di dettagli allo stesso tempo.

“Beethoven’s Last Night” è un’esperienza assoluta, anche in questa re-issue. Stupisce persino quello che è già celebre e conosciuto, perché sembra vivere una seconda volta all’interno di una delle storie più umane che siano mai esistite su orgoglio, amore, giudizio divino, verità e causalità degli eventi. Il finale è, come sempre per l’ensemble, una nota di commozione ed una lacrima di compassione per l’esperienza vissuta e condivisa. Solo loro hanno saputo donare alla musica contemporanea una perfetta linea di contatto tra passato e modernità.

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Contro

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