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  • Trash Talk: Eyes & Nines

    Trash Talk

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Un gran casino

Il titolo riassume in sé il concetto portante dell’intero LP: un caos primordiale dall’inizio alla fine, eccezion fatta per i rari momenti di tranquillità e calma apparente.
Spencer, Sam, Lee e Garrett vengono da Sacramento (California) e sanno cosa vuol dire fare hardcore trash- non a caso hanno scelto un nome parlante a tutti gli effetti. Ecco quindi che dalla prima all’ultima traccia è il non ordine a dominare la scena, materializzandosi ora sottoforma di dissonanze portate agli estremi della sopportazione, ora invece di lenti passaggi di chitarra in un crescendo di tensione e ondeggiamenti psichici.

Chi non è abituato a questo genere controverso non apprezzerà affatto, ma chi al contrario lo predilige non potrà fare altro che plaudere saltellando.

Il quartetto statunitense si afferma già nel panorama internazionale con un esordio edificante, se si considera che quello in cui hanno scelto di cimentarsi è un tipo di musica difficile da comprendere e che, nonostante l’azzardo, hanno dimostrato di saperci fare.
La brevità e la concisione sono i paradigmi con cui bisogna intraprendere l’analisi del disco, liberandosi dal pregiudizio in base al quale una traccia corta è per forza sinonimo di mancanza d’inventiva.

Pro

Contro

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