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Trasversalità queer e distribuzione italiana

Ogni stagione che si rispetti ha il suo titolo molto atteso che finisce col marcire negli scantinati della distribuzione italiana o, nei casi più fortunati, viene direttamente pubblicato in dvd. Qualche anno fa è stato il turno di “Half Nelson” e “Little Children”, mai distribuiti nonostante il traino delle performance da Oscar di Ryan Gosling e Kate Winslet. Non è bastata nemmeno la statuetta come miglior attrice a Sandra Bullock per convincere la Warner Bros a far uscire in sala “The Blind Side”, sebbene il film fosse un crowd-pleaser di sicuro appeal commerciale. Non c’è quindi da stupirsi se titoli più difficili e controversi come “Hunger” di Steve McQueen o “Blue Valentine” con la splendida coppia Gosling – Williams siano tuttora inediti anche in dvd.

Maggior fortuna, se vogliamo, è quindi appena toccata a “Beginners” di Mike Mills, deliziosa commedia americana la cui uscita, prevista al cinema per il 9 dicembre, è stata tempestivamente dirottata in dvd a partire dal 6. Nonostante le ottime critiche Usa e un cast composto da Ewan McGregor, Mélanie Laurent e da un Christopher Plummer in odore di Oscar, la Universal, generalmente avvezza a prodotti più mainstream, ha probabilmente temuto la concorrenza di “Midnight In Paris” di Woody Allen ed ha preferito puntare sul più convenzionale “Cambio Vita” con Ryan Reynolds.

Eppure “Beginners” non è stato propriamente un fiasco nei circuiti art-house americani: costato appena 3,2 milioni di dollari ne ha incassati quasi 6 nel territorio nazionale e più di 8 nel resto del mondo. Qualunque siano le motivazioni economiche addotte, ci sembra che la vera ragione della mancata uscita in sala sia dovuta alla tematica LGBT e allo spirito pacificamente queer e non stereotipato che anima il film.

Ispirato alla biografia personale del regista, “Beginners” rovescia e re-inventa il tema del coming out ponendo al centro della questione un adorabile settantenne, Hal, interpretato da un grande Christopher Plummer. Rimasto vedovo dopo quarant’anni di matrimonio, Hal dichiara di essere sempre stato gay e di voler finalmente vivere la sua sessualità con l’entusiasmo e la curiosità di un ragazzino, di un “principiante”, appunto. Contemporaneamente si ammala di cancro ma questo non gli impedisce di innamorarsi, ricambiato, di un giovane uomo, di impegnarsi attivamente nelle associazioni gay e vivere al massimo la sua vita.

La storia è raccontata in una serie di flashback dal figlio straight Oliver, un intenso Ewan McGregor, comprensibilmente sconvolto dalle rivelazioni del padre ed incapace di venire a capo della propria vita sentimentale. Oliver è irrisolto, triste e solo: l’incontro con Anna, un’attrice francese dolce e tormentata che ha il volto irresistibile di Mélanie Laurent, non fa che confermare un suo meccanismo difensivo che, partendo dall’esempio negativo del rapporto tra i suoi genitori, lo porta a rinunciare preventivamente ad ogni occasione di felicità. Ma come gli ha insegnato suo padre non è mai troppo tardi per capirsi e riconoscersi. Perché a volte “fa male” e “ci vuole molto tempo”, ma “quando finalmente sei vero, non puoi essere brutto, se non per quelli che non capiscono”.
[PAGEBREAK] “Beginners” non è solo un gioiello di intelligenza e di equilibrio narrativo. È un film che dice cose importanti in punta di piedi, senza urlarle o sottotitolarle. La tematica omosessuale è trasversale, non riguarda direttamente il protagonista ma lo investe di riflesso: non è tanto l’omosessualità del padre a mettere sottosopra il mondo di Oliver, quanto la sua gioia nel viverla e nel comunicarla. Per Hal, scopertosi gay negli anni ’50 e costretto a negare se stesso per decenni, è una liberazione, la conquista di una nuova, più autentica felicità. Per Oliver, affllitto da un’angoscia esistenziale tutta contemporanea, diventa la chiave attraverso cui conoscere veramente suo padre, far luce sulla storia della sua famiglia ed interrogarsi su come anche lui può arrivare ad essere altrettanto felice con la donna che ama.

Da “Boys Don’t Cry” fino a “A Single Man“, passando per “Brokeback Mountain” e “Milk“, il cinema americano dell’ultimo decennio ha declinato il gay character preferibilmente come martire in nome dei diritti, vittima dell’omofobia o drama queen per eccellenza, secondo la teoria per cui le storie gay a Hollywood, se non fanno ridere, debbano necessariamente far piangere.

Ma in “Beginners”, come anche ne “I Ragazzi Stanno Bene“, tira un’aria differente, un’ aria di “normalità”. Non c’è enfasi melodrammatica o intento provocatorio, non c’è agiografia né tantomeno caricatura; lo spirito è sereno e rappacificato, conciliante ma non consolatorio. C’è avvicinamento. C’è tutto il rispetto dell’autore per la storia di suo padre, la volontà di ripercorrere una traccia del cammino degli Stati Uniti verso la conquista dei diritti gay e conservarne la memoria: come eravamo, come amavano i nostri genitori, come siamo adesso, come possiamo imparare a giocare con le carte che abbiamo. Il senso della narrazione è quindi profondissimo e ricco di sfaccettature ma il tono resta sempre leggero e delicato, caldo ed intimista. Mills dirige e monta il suo film con libertà e freschezza, con un occhio alla lievità e al candore di Truffaut e un altro all’eccentrica malinconia del miglior Woody Allen e realizza un’opera originale e personalissima, ma in cui tutti possono rispecchiarsi.

Chi dice che tutta questa nostalgica poesia e questa limpida trasversalità non possano andare a braccetto con la parola box office? Ci voleva il coraggio e l’impegno di una distribuzione indipendente per promuovere un film come “Beginners” e pianificarne l’uscita in un periodo diverso dell’anno, non certo sotto Natale. Anche se, a ben guardare, gli antidoti ai cinepanettoni o ai blockbuster non sono mai troppi. E se possiamo avere titoli come “Midnight In Paris” o “The Artist”, perché allora non “Beginners”? Davvero un’occasione mancata.

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