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Nelle intenzioni del regista Benoît Jacquot, “Tre cuori” (“3 Coeurs“) – in concorso alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia 2014 – dovrebbe essere un melodramma commovente ed emozionante. Dovrebbe.

Jacquot, anche sceneggiatore, dà per scontato che l’intreccio sentimentale al centro della storia – due sorelle legatissime (Charlotte Gainsbourg e Chiara Mastroianni) che per caso incontrano lo stesso uomo (Benoît Poelvoorde, già visto qui al Lido in “La rançon de la gloire“) e se ne innamorano – sia irresistibilmente interessante.

L’atmosfera di tensione che riempie le prime scene – specie grazie al montaggio e l’uso della colonna sonora di Bruno Coulais (Jacquot tra l’altro dirige spesso opere liriche) – è promettente e fa sperare in un racconto quantomeno intrigante, con misteri da scoprire e personaggi da svelare poco a poco. Di conflitti di cuore e tradimenti il cinema è però sempre stato pieno, e il film di Jacquot non aggiunge nulla ad una vicenda già messa in scena tantissime volte.

Benoît Poelvoorde, poi, pur essendo capace di donare al personaggio la giusta fragilità, non è probabilmente il volto giusto per far girare e sostenere un dramma passionale di questo tipo.

Restano l’eleganza dello sguardo che Jacquot posa sulle dinamiche familiari e sociali della provincia francese, il fascino ombroso di Charlotte Gainsbourg e la grazia di Chiara Mastroianni (mentre Catherine Deneuve nei panni della madre è poco valorizzata), ma la presenza in competizione resta discutibile.

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