Home > Recensioni > Tre tocchi

C’è anche Marco Risi nella sezione Gala del Festival Internazionale del Film di Roma 2014 con “Tre tocchi”, un film che guarda la realtà attraverso gli sguardi differenti e al tempo stesso simili di sei attori – Gilles (Gilles Rocca), Vincenzo (Vincenzo De Michele), Leandro (Leandro Amato), Max (Massimiliano Benvenuto), Emiliano (Emiliano Ragno) e Antonio (Antonio Folletto) – che giocano nella stessa squadra di calcio, la ItalianAttori, allenata da Giacomino Losi.

La prospettiva, benché già vista, è interessante perché mette in scena non la vita degli attori di successo ma di quelli, giovani o meno giovani, che in Italia attendono l’occasione giusta e intanto girano brutte serie televisive o fanno altri lavori per riuscire a sopravvivere tra un provino e l’altro.

Paradossalmente, però, ciò che non funziona in questo film d’attori è proprio la recitazione, acerba e del tutto inadeguata. La sceneggiatura (di Risi, Francesco Frangipane e Riccardo Di Torrebruna), appesantita da dialoghi o addirittura monologhi costantemente alla ricerca della battuta simbolica o ad effetto, non aiuta gli interpreti a trovare una credibilità espressiva soddisfacente e così “Tre tocchi” sembra un film a tesi, che si affanna a costruire scene significative (in colonna sonora c’è persino “La valigia dell’attore” di Francesco De Gregori) ma troppo spesso si dimentica, semplicemente, di raccontare, di coinvolgere il pubblico nei problemi e nelle vite di questi personaggi.

Manca poi del tutto, nella regia di “Tre tocchi”, il senso della bellezza e della passione sincera per il gioco del palcoscenico: pensiamo a “Birdman” di Alejandro González Iñárritu, visto quest’anno a Venezia, che pure offriva una visione molto cupa dei backstage teatrali e cinematografici ma sapeva trasmettere appieno il mistero e la meraviglia della creazione artistica. Il film di Risi è prigioniero della volontà di dimostrare quanto l’esistenza degli attori sia gretta e banale, e noi spettatori stiamo a guardare, all’inizio con irritazione e infine con indifferenza.

Pro

Contro

Scroll To Top