Home > Recensioni > Tres: Tres
  • Tres: Tres

    Tres

    Loudvision:
    Lettori:

60 minuti di session blues’n’roll

I Tres, già noti come First Experience, sono un trio italiano strumentale di rock-blues contaminato però da diversissime influenze. Per tutta l’ora di durata di questo disco strumentale ci troviamo davanti ad incursioni blues, per finire a funk o a rock purissimo ed energetico. Il trio livornese ha tecnica da vendere e lo dimostra in questo album omonimo che deve molto agli ZZ Top e al tocco, inarrivabile, di Jimi Hendrix (ottimo il tributo con “Hey Joe”). Un lavoro non semplice ma ben mixato e ben amalgamato.
Tecnica a go-go (ma neppure troppo). Un’ora gradevole di buona musica.

“Tres Ninos”, l’apertura, è la più trascinante dell’intero lavoro. Trascinante, ritmo incalzante, riff di chitarra ripetuto e incisivo che mantiene un ritmo costante e coinvolgente. Altro brano degno di nota è “Bound To Houma”, blues purissimo che sfocia in un rock and roll d’altri tempi. La formazione classica batteria-basso-chitarra in questo lavoro fa una grande figura.

Non ci si annoia mai, chi pensa “che rottura, un disco strumentale…” è totalmente fuori strada. Lavoro ottimo di un trio ottimo, che ha tanta tecnica al seguito ma che non la ostenta. Vai, Satriani, Petrucci, vade retro.

Pro

Contro

Scroll To Top