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Femmina suona meglio

Ritorna la cantante statunitense Amanda Somerville, con un disco marcatamente più heavy rispetto a quello – in pratica aor – del duetto con Michael Kiske. Ne escono 12 canzoni basate sul lungamente sperimentato contrasto tra voce angelica e musica pesante.

L’ascolto è facile ma appagante quanto basta: i pezzi sono tutti incentrati sul ritornello, Amanda non indirizza la voce verso chissà quali prestazioni operistiche – ammicca costantemente a timbriche pop -, ma il reparto degli strumentisti fa qualcosa di più che rimanere costantemente in secondo piano. E d’altra parte i brani sono a firma del duo di produttori Sascha Paeth e Miro, che piazzano riff duri e inesauribili scorrerie sulla tastiera.

“Alloy” è un disco che suona un po’ freddo e artificiale, scaldato però da una voce ammiccante e partiture musicali vigorose. Amanda promossa, ancora una volta, pure con un prodotto abbastanza distante dal precedente. Il disco resta comunque un esperimento fine a sé stesso, dato che i lavori abitualmente firmati dalla bionda vocalist nulla hanno a che fare col metal.

Pro

Contro

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