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Trilogia contro il potere

L’asfalto corre veloce sotto le ruote della mia moto, destinazione Atlantico Live,dove fra poche ore ci sarà il concerto dei Litfiba “Trilogia 1983-1989″.

L’evento è sold out e il locale è veramente pieno, con la folla che alle 21 (inizio previsto del concerto) in punto inizia a chiamare sul palco Pelù e i Litfiba, i quali si fanno attendere solo una manciata di minuti.

Si comincia subito a mille coi Litfiba che partono sulle note di “Eroi Nel Vento”, uno dei grandi pezzi di “Desaparecido”, seguito da uno dei loro pezzi più hard rock, “Tziganata”, sul quale si inizia a pogare.

Ci sono volte in cui il pubblico ha bisogno di scaldarsi prima che il concerto entri nel vivo, non è questo il caso: al secondo pezzo già è il delirio, tant’è che, complice forse l’eccessivo sforzo richiesto agli strumenti ancora “freddi”, un piccolo imprevisto costringe il nuovo batterista Luca Martelli a intrattenere da solo la folla con un travolgente assolo di batteria. Al rientro Pelù scherzando si scusa dicendo “Questi son stati tutti i moccoli che ho tirato verso i grandi elettori in Parlamento“.

Tra un “La Preda” dedicato a “quel cacciatore che pensava di smacchiare il leopardo” e un viaggio in oriente sulle note di “Istanbul”, si passa al secondo album dei mitici anni ’80, “17 Re”. Pelù ci ricorda che con la forza delle nostre idee non c’è mafia che non possiamo combattere e suggella questo concetto con un pezzo suggestivo quanto struggente come “Apapaia” per poi lasciare il posto a un più sentimentale “Pierrot E La Luna” ispirato dai vecchi vinili di Pierrot Lunaire. Il tempo per riprendere fiato è finito e si è di nuovo travolti dai Litfiba e i molti “viaggi” che ci facevamo negli anni ’80 con “Re Del Silenzio” e “Gira Nel Mio Cerchio”.

Dopo qualche minuto di pausa si riparte con “Louisiania”, brano contro la pena di morte tratto da “Litfiba3″, e poi “Il Vento”. Il pubblico, che va dai venti ai quarant’anni, non si limita ad assistere e a pogare ma tiene il concerto insieme alla sua band, cantando con Piero e scambiando battute.

Con “Santiago” non viene risparmiato neppure Wojtyla che in quegli anni si recò a in Cile e lì “dittatura e religione fanno un orgia” mentre insieme a Pinochet benedice la folla. Piero Pelù invoca la rivoluzione “Bisognerebbe portarli tutti in piazza e tagliargli la testa ma noi in Italia la rivoluzione non la sappiamo fare” e, durante l’esecuzione di “Paname”, esorta il pubblico a spogliarsi per la rivoluzione facendo si che più di mille magliette sventolino fra le mani del pubblico ormai in delirio. Tra un “Amigo”, che Pelù dedica all’amico batterista Ringo De Palma scomparso nel 1990, e “Resta” accompagnata dal commento alla rielezione di Napolitano, “Napolitano ce l’ha fatta, chissà i prossimi sette anni? Ci scappa da ridere“, “Tex” arriva a chiudere il concerto. Pelù e Ghigo scendono fra il pubblico, che questa sera ha riavuto i Litfiba irriverenti, dissacranti, coinvolgenti, esattamente come li vogliamo.

Qui le foto del concerto.

“Eroi Nel Vento”
“Tziganata”
“La Preda”
“Transea”
“Istanbul”
“Guerra”
“Versante Est”
“Apapaia”
“Pierrot E La Luna”
“Ballata”
“Re Del Silenzio”
“Gira Nel Mio Cerchio”
“Cane”
“Ferito”

“Louisiana”
“Il Vento”
“Santiago”
“Paname”
“Corri”
“Amigo”
“Resta”
“Tex”

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