Home > Recensioni > Trinacria: Travel Now Journey Infinitely
  • Trinacria: Travel Now Journey Infinitely

    Trinacria

    Loudvision:
    Lettori:

Inutili picciotti norvegesi

I Trinacria non sono siciliani. Sono invece l’ennesimo rimescolamento di già noti artisti della scena estrema norvegese, giunti per chissà quali strade a questo monicker da scena mediterranea. Le misticanze scandinave hanno spesso dato ottimi frutti, si pensi a Sahg o Audrey Horne, che condividono anch’essi membri con i prolifici – in quanto a side-project – Enslaved. In questa occasione, invece, “Travel Now Journey Infinitely” non imbocca percorsi personali né, tantomeno, significativi rispetto alle opere consorelle, non fosse per una confusa retorica estetica.

Non è molto chiaro, infatti, di cosa si voglia comporre il dichiarato avantgarde dei Trinacria, se non di un insieme di input apparentemente poco legati tra loro. Vagando per le terre del metal estremo, si parte da rituali molto doomish, in cui riffoni cataclismici si ripetono fino allo stremo, accompagnati da casuali stilettate rumoristiche. Quello che nella tracklist è indicato come “Path III” ci porta invece sulla via di un bellicoso thrash metal con venature (vocali) black, forma musicale concettualmente molto distante dalla precedente. Proseguendo, quindi, nei Percorsi si giunge a quella che potrebbe essere una mediazione, non fosse che poco ha a che vedere con le opposte parti di cui prima. La definizione avantgarde va ora a rispondere di un carrozzone di neo-banalità sulla scia di quanto portato alla luce dagli Opeth anni or sono, in questo approccio rallentate e apocalittiche piuttosto che progressive, ma pur sempre dotate di quell’attitudine da metal estremo evoluto che, in questa occorrenza, sembra piuttosto pretenziosa.

Di fronte a una tensione sonora tratteggiata e ad una diperazione emotiva soltanto abbozzata, i Trinacria si salvano soltanto per la capacità, a dire il vero piuttosto retorica, di solcare il lato più accessibile e godibile di tutte le strade che affrontano, dimostrando di essere in grado di aprire a un pubblico potenzialmente vasto eventuali significati racchiusi nella propria musica. Sarà per il prossimo rimpasto.

Scroll To Top