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  • Tristania: Ashes

    Tristania

    Data di uscita: 06-02-2005

    Loudvision:
    Lettori:

Una proposta che sa rinnovarsi con mestiere

Il settetto norvegese ha fatto la sua leggera virata di stile; variazione di rotta che può portare a paesaggi sonori familiari, come anche ad importanti sorprese. Quattro anni dopo “World Of Glass”, i Tristania tralasciano parte dei barocchismi e degli arrangiamenti del gothic per raccogliere invece alcune eredità importanti della maestosità doom black, della melodia acustica classica e del groove dei Katatonia era-di-mezzo. In linea di massima la composizione si è snellita in virtù di un suono più “stripped down”, diretto e comunicativo, pur sempre prezioso e non lezioso nei suoi passaggi più lenti.
“Libre” in quanto opener aggredisce con litanie distorte e riff accattivanti incalzate dallo screaming. Presenta un ottimo gioco di alternanze e risposte tra le varie sezioni strumentistiche, che si intrecciano all’unisono senza invadere i rispettivi campi. Molta atmosfera è creata dalle armonie di chitarra, anche se le tastiere non sono affatto passive e aggiungono il loro contributo in modo proficuo. Melodie dal sentimento struggente, collaudate ma ancora efficaci, e vocalizzi femminili che hanno un lirismo piacevole e naturale fanno sicuramente parte del repertorio Tristania, ma è certo che in un contesto così diretto, aggressivo e insieme trascinante, la cura si presta in modo discreto ai fini dell’efficacia, piuttosto che alla banale e semplice “maniera”. È un passo avanti per i Tristania che sfoggiano maturità anche nella successiva “Equilibrium”, acustica prima e poi inspessita da chitarre la cui densità si perde in ottimi lead che ben conducono la forza sentimentale del brano; tra crescendo d’intensità in attesa di esplodere, ottimi inserti di chitarra folk, ed intimistici gorgheggi della vocalist Vibeke Stene, si giunge al ritornello che mostra l’abile cantante dominare, con timbro gradevole e spessore della voce, le imponenti distese chitarristiche. “The Wretched” suona dapprima chiusa, granitica e leggermente acida, arroccata nei suoi riff cadenzati e massicci e nelle tonalità discendenti del cantato, ma è solo un modo per accentuare il contrasto con la seconda parte, più melodica e accompagnata da synth pur senza rinunciare alla pesantezza.[PAGEBREAK]In “Cure” le sensazioni si sospendono in arpeggi senza tempo, accarezzati da sottili e tenui sfumature di intensità vocale, sottolineati e nutriti da improvvisi, toccanti inserti pianistici. Il pathos raggiunto dal pezzo è commovente e sottolinea non solo una vena patetica notevole nei Tristania, ma anche una capacità di consegnarla all’ascoltatore con dovizia di stile senza sbavature o preziosismi superflui. Venature gotiche ritornano in “Circus”, cadenzata e solenne, affilata e tagliente nelle linee chitarristiche geometriche e intriganti, evocativa a tratti, quasi dark laddove il mobile basso costruisce il tappeto su cui le vocals gutturali di Kjetil si fanno maliziosamente strada. Tutto questo a rimarcare che in “Ashes” ogni brano ha punti di forza autonomi e personali, originali e distinguibili. Raramente un disco senza concept è riuscito a suonare così marcatamente vario di stile e ugualmente in possesso di complessiva solidità. E se in “Shadowman” è il momento dei duetti tra le voci maschile/femminile, la conclusiva “Endogenisis” propone una teatralità disincantata e melodrammatica che chiude il sipario ad una rappresentazione varia, coerente ed efficace.
Per i Tristania questa è una prova di forza. Non sono tornati dopo un lungo silenzio con il “The Dark Side Of The Moon” del gothic-black, ma hanno portato un album complesso, svestito di artifizi, solido, sicuro nell’esecuzione e ben sopra le righe per quel che riguarda l’espressività e la produzione globale. Forse, in parte influenzato dai Therion, per la monumentale solidità e la placida contemplatività dei passaggi acustici. Ma sono, queste, speculazioni. Se non siete familiari alla loro proposta, questa è in ogni caso una buona opportunità per cominciare un approccio.

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