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Triumph : Rock out, roll on

Il (secondo) power trio più famoso del Canada è in procinto di tornare sul mercato discografico con una nuova antologia che, grazie ad un efficace remix, riporta in vita molti dei brani che ne hanno caratterizzato l’evoluzione musicale. Ce ne parla Gil Moore, il batterista/cantante dei Triumph.

Gil, il vostro album d’esordio è uscito nel 1976, siete praticamente alla vigilia del vostro 35esimo anniversario. Com’è cambiata l’industria discografica rispetto a quando avete iniziato?
Sembra quasi incredibile che tutto sia iniziato ben 35 anni fa… ma soprattutto è incredibile essere ancora qui per raccontarlo.
Personalmente, mi ritengo molto fortunato di non dover ora iniziare la mia carriera. Non esiste più alcuna forma di sviluppo artistico, al giorno oggi devi subito tirare fuori un singolo da classifica altrimenti la casa discografica di turno passa all’artista successivo. È davvero triste.

Quei 35 anni vengono condensati in questo vostro nuovo “Greatest Hits”, in cui i vostri brani più famosi sembrano tirati a lucido. Ce ne vuoi parlare?
I brani che abbiamo selezionato rappresentano molto bene la band e la sua carriera. Rick Chicky li ha remixati, e credo che abbia fatto un ottimo lavoro. Da questo punto di vista, hai ragione: i pezzi sembrano davvero aver preso una nuova vita. Abbiamo inserito anche un inedito, la cover “Love Hurts”. Si tratta di un brano che risale al periodo in cui PhilX aveva sostituito Rik Emmett. Perché abbiamo inclusa? Non esiste un motivo ben specifico, si tratta semplicemente di un grande brano, che ben si adatta al mio modo di cantare, e che dal vivo è stato molto apprezzato dai fan.

I numerosi premi ed onorificenze che vi sono stati conferiti vi affiancano ai Rush al top della scena rock Canadese. Come state vivendo questo ritorno di fiamma con la celebrità? E a proposito dei Rush, dal mio punto di vista esiste una forte affinità tra voi e loro, sembrate quasi le due facce di una stessa medaglia.
Entrare nella Canadian Music Industry Hall of Fame nel 2007 (così come ricevere il Juno Award l’anno successivo) è stata un’esperienza fantastica, ci siamo sentiti davvero onorati nel constatare che sia i fan che gli addetti ai lavori abbiano una così alta considerazione della nostra carriera.
I Rush… adoro quei ragazzi. Musicalmente parlando trovo che ci siano profonde differenze tra noi e loro, ma di sicuro condividiamo un gran numero di fan. Inoltre, credo sia innegabile che il loro successo abbia aperto per molti gruppi canadesi la strada verso gli Stati Uniti. Sicuramente noi ne abbiamo giovato.

Mi sembra di capire che le cerimonie di premiazioni di cui si diceva abbiano contribuito al riavvicinamento di Rik Emmett ai Triumph, e che tutto ciò vi abbia fornito un’ottima scusa per tornare a suonare dal vivo.
Vero, il rapporto con Rik si è rinsaldato ed è stato fantastico tornare a suonare assieme. Lo show in seno allo Sweden Rock Festival è stata la nostra prima data dopo anni di assenza dai palchi, puoi immaginare quanto possa essere stata dura…ma siamo riusciti comunque a trovare il giusto groove. Successivamente abbiamo suonato anche al Rocklahoma Festival.
[PAGEBREAK] Per caso quelle date sono state registrate? Perché credo che i vostri fan sarebbero molto interessati!
Assolutamente, sia il concerto allo Sweden Rock che quello al Rocklahoma sono stati registrati, quindi da questo punto di vista potete aspettarvi qualcosa nel prossimo futuro.

Ottimo. Ed ora che è uscita questa raccolta, possiamo contare di vedervi se non in un tour vero e proprio almeno in qualche altra data speciale?
Non abbiamo al momento pianificato alcunchè, men che meno un tour ma, come si suol dire, non si sa mai quali sorprese il futuro potrà riservarci!

Ci contiamo tutti. Nell’attesa ci accontenteremo di riguardare per l’ennesima volta il dvd della vostra apparizione a quello storico evento che fu il US Festival del 1983. Di cui magari potresti parlarci.
Suonare di fronte all’immensa folla dello US Festival fu un’esperienza davvero memorabile. Pensa che il giorno precedente eravamo ad Orlando, dove suonammo all’Orange Bowl. Abbiamo dovuto letteralmente fuggire dal palco, chitarre alla mano, per raggiungere in tutta fretta l’aeroporto e prendere l’ultimo volo per Los Angeles… credo chiunque abbia visto questi tre uomini mezzi nudi che cercavano di cambiarsi nel sedile posteriore di una Limousine abbia trovato la cosa molto esilarante.

Va bene la raccolta ma credo che tutti i vostri fan siano interessati ad ascoltare qualcosa di nuovo.
Per scrivere, stiamo scrivendo. Non abbiamo perè pianificato di registrare alcunché e, detto tra noi, non penso che mai registreremo a meno che non dovessimo renderci conto di avere per le mani materiale davvero memorabile.

Il vostro disco viene pubblicato da un’etichetta italiana, potete ben immaginare quanto i fan italiani desiderino vedervi in azione sui nostri palchi!
Vero, quando Serafino, il presidente della Frontiers, ha saputo che stavamo preparando questo disco ha preso subito contatto con Mike e come vedi questo è il risultato. Tutti ci hanno detto che il pubblico italiano è il migliore. Ci piacerebbe moltissimo venire dalle vostre parti ed accontentare finalmente i nostri fan italiani.

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