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Quando Valerio Scanu cantava negli Stone Sour….

La realtà indie italiana offre ultimamente spunti molto interessanti. Purtroppo non è il caso dei Trivision che, partiti dal concetto di liquidità e di movimento nella musica, realizzano invece un album dalle linee generali piuttosto scontate e nel complesso privo di mordente. Inoltre la voce, assai fuori luogo nelle melodie graffianti e nei ritmi serrati di alcuni pezzi (come “Involucro”), suona troppo ripulita e il contrasto, seppure voluto, fra nitidezza e ruvidità, non colpisce tanto quanto dovrebbe.

Fra gli episodi interessanti si possono comunque citare “Cronotopo I”, che richiama gli Anathema e le atmosfere di Renga, e la strumentale “Zanapra”, che si apre con begli arpeggi di chitarra pinkfloydiani.

Bello, perfettino, con tutte le note nell’ordine corretto e gli urletti alternati al growl nei momenti giusti, forse troppo… Ecco il problema di questo cd: è un bell’involucro, ma la sostanza scarseggia e l’originalità è spesso assente. L’effetto, per intenderci, può far pensare a Valerio Scanu o ai Negramaro che si mettono a fare nu metal (vedi “Anno 09″). Forse l’idea di base era ispirarsi agli ultimi Stone Sour, ma quanta m… ha dovuto mangiare Corey Taylor e quanto fegato marcio farsi prima di raggiungere la maturità artistica con “Audio Secrecy”? No, non ci siamo…

Pro

Contro

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