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  • Trivium: Ember To Inferno

    Trivium

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Una band che forgerà il suo successo

Le arti del Trivio e del Quadrivio sono una di quelle cose che al liceo mi sono sempre state sulle palle e la vista di quel nome sulla copertina del promo in questione mi ha fatto sobbalzare ripensando alle terribili interrogazioni di italiano. Ma passiamo oltre. Domandina facile facile: qual è il genere più in voga del momento, soprattutto al di là dell’Oceano Atlantico? Ma il thrash-death-core svedese naturalmente. E cosa possono suonare questi Trivium se non il suddetto genere? Chitarre taglienti come rasoi, intrecci melodici come se piovesse, una passione mal celata per i Four Horsemen (andatevi a sentire i chorus di “If I Could Collapse The Masses” o di “Fugue -A Revelation-” e capirete cosa intendo) e doppia cassa a randello sono le componenti principali di un lavoro ben fatto ma sicuramente poco personale, rispetto alle qualità di bands a cui questo trio della Florida si vorrebbe avvicinare (ovvero Caliban, Shadows Fall, In Flames e chi più ne ha più ne metta). La tecnica ai nostri non manca di certo, come la bravura nella composizione e nell’arrangiamento dei brani ma, alla fine del disco, la voglia di premere di nuovo “play” stenta ad arrivare. Questo perché di band che suonano esattamente allo stesso modo, ormai, ce ne sono a vagonate in giro per l’Europa e l’America e, a meno che non possediate già tutto quello che è uscito negli ultimi mesi in campo “swedish e dintorni” e siate in crisi d’astinenza da nuovi acquisti, non mi sento di consigliarvi questo “Ember To Inferno”, visto che con gli stessi soldi potete andare a recuperarvi releases di davvero maggiore spessore.

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