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Game of Thrones 8: Chi sarà il prossimo re?

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Attenzione: contiene spoiler della puntata 8×05.

 

Ci siamo, è finalmente giunto il momento che milioni di fan attendevano: questa settimana termina l’ottava stagione de Il Trono di Spade e quindi giunge al gran finale una delle serie tv più amate degli ultimi anni. Nella scorsa puntata abbiamo assistito a un evento drammatico e terribile, per quanto forse non propriamente inaspettato, considerati gli sviluppi di questa stagione: Daenerys Targaryen è stata completamente sopraffatta dalla sua follia, mandando a fuoco Approdo del Re e gran parte dei suoi abitanti. Essere dominati da una tiranna assetata di sangue e vendetta sarà dunque il futuro dei Sette Regni?
È altamente probabile che Jon Snow si ribelli alla sua regina, avendo avuto modo di vedere la crudeltà con cui la “Non Bruciata” ha scatenato Drogon e i suoi eserciti di Immacolati e Dothraki contro i civili della capitale: il giovane potrebbe quindi reclamare il trono che gli appartiene di diritto e uccidere la donna che ama in uno scontro all’ultimo sangue.

L’episodio 8×05 ha ottenuto reazioni contrastanti da parte dei fan: c’è chi ne è stato soddisfatto e chi al contrario ha mal digerito il cambiamento di Daenerys, considerato troppo repentino. Alcuni hanno addirittura creato una petizione per girare da capo tutta l’ottava stagione, considerata troppo sotto le aspettative rispetto alla qualità a cui si era abituati. Vero è che, da quando i due showrunner hanno esaurito il materiale proveniente dai libri, la qualità ha cominciato a scendere, culminando con alcune scelte considerate discutibili da parte degli appassionati della saga letteraria, un esempio è lo sviluppo dell’arco narrativo dedicato a Dorne nella quinta stagione.

Tuttavia, serie tv e libri sono due prodotti diversi e come tali vanno trattati: pensare di aver diritto di cambiare il finale o lo svolgimento di un’opera di intrattenimento perché non piace non è un ragionamento giusto, considerando anche che qualcosa può non piacere ad alcuni ma piacere ad altrettante persone. Gli appassionati della saga confidano che nel frattempo Martin termini di scrivere gli ultimi due tomi delle Cronache, così da avere magari una conclusione migliore. I ritmi dell’autore, però, non lasciano ben sperare, dato che l’ultimo capitolo della saga, A Dance with Dragons, è stato pubblicato nel 2011.

Per la serie, ormai, non resta che rispondere alla fatidica domanda: chi diventerà sovrano di Westeros? Jon al momento sembra essere la scelta più scontata: è l’erede legittimo di Rhaegal Targaryen, fratello maggiore di Daenerys e ultimo sovrano della casata del drago a tre teste prima della conquista di Approdo del Re da parte di Robert Baratheon. Sua madre, oltretutto, era Lyanna Stark, sorella di Eddard, e quindi il suo regno riuscirebbe a unificare facilmente le casate del Nord con quelle del Sud. È anche possibile, però, che Jon Snow rimanga ucciso nello scontro con Daenerys: in questo caso il suo successore potrebbe essere uno dei suoi familiari Stark. Bran è il più papabile in quanto ultimo figlio maschio di Eddard, tuttavia, avendo ormai accettato la sua nuova identità di Corvo con Tre Occhi, non sembra interessato a sedersi sul trono.
Stesso discorso per Arya, che non ha intenzione di condurre una vita da lady, tantomeno una da regina. La giovane assassina potrebbe però essere colei che ucciderà la Madre dei Draghi o contribuire alla sua disfatta.
Tra i fratelli Stark, forse la più indicata a comandare è Sansa, che ha già dimostrato di farsi rispettare dalle casate del Nord: inoltre, le lezioni imparate stando a contatto con personaggi temibili del calibro di Cersei Lannister e Petyr Baelish la hanno resa più forte e astuta che mai.
Di certo non si arriverà alla proclamazione del nuovo re senza spargimenti di sangue: Daenerys è tutt’altro che propensa ad abdicare in favore di altri. Magari alla fine salirà proprio lei sul trono di spade, restaurando una feroce tirannia Targaryen. Per il momento non abbiamo modo di saperlo, ma questa settimana avremo le risposte a tutte le nostre domande.

 

di Lavinia D’Adamo

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