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Sanremo 2010: Tu chiamale se vuoi emozioni. A trovarne!

Il Festival di Sanremo è sempre più vicino a una gara di resistenza. E non per gli artisti in gara: per gli spettatori.

Detto e stradetto (anche se noi non ci rassegneremo mai al fatto) che la musica è ormai solo un pretesto per raccogliere un parterre di ospiti che di anno in anno tenta di essere sempre più pretenzioso e accattivante, la seconda serata si risolve in un evento che scorre a rilento. Una dissolvenza verso la mezzanotte, quando si spengono le luci e si va tutti, finalmente, a nanna.

Accade così che ci ritroviamo, ancora una volta, a tessere le lodi di quel ragazzo, con la faccia anche un po’ da schiaffi, che è Povia. Perché pare proprio essere uno dei pochi rimasti ad essere ancora convinti che su un palco ci si salga per cantare, suonare e dire qualcosa. Non solo per fare passerella. Rimanendo così anche uno degli ultimi a smuovere qualcosa nell’intimo dell’ascoltatore, prendendolo – di nuovo – per il naso. Perché, nonostante le facce di piombo che tutti mettiamo sù quando la verità pensiamo di averla tra le dita, lui ci mette davanti agli occhi un concetto tanto semplice quanto sottovalutato, come l’amore.

Tutti il resto, sono sculettamenti. Potremmo passare ore e ore a discutere della bravura canora di Noemi. Della particolarità di Marco Mengoni. Della rabbia di Fabrizio Moro, il cantautore della nuova scuola romana (!), o di quella del ricciolo Cristicchi che prende in giro Carla Bruni. Della grinta di Irene Fornaciari, anche se è sufficiente che Danilo Sacco apra la bocca per metterne in luce l’acerbità.

E ora che non c’è nemmeno più Emanuele Filiberto con cui prendersela, non rimane proprio più niente da dire. O sì, invece. A onor di cronaca: Valerio Scanu e Sohnora parteciperanno, domani, a un vero e proprio scontro tra titani, contro Pupo – Emanuele Filiberto – Luca Canonici, Toto Cutugno e Nino D’angelo. Tutti in lotta per la sopravvivenza. E, sempre a onor di cronaca, c’è ancora da dire che: la prima tranche di giovani, con stasera, è andata. Passano silenziosamente il turno Luca Marino e Nina Zilli, la versione educata di Giusy Ferreri.

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