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L’America etnica

Il secondo album dei Tune Yards, “Whokill”, porta nuove melodie dal sapore etnico e da influenze multiculturali, atipiche nel clima statunitense da cui proviene la band.

Merrill Garbus rivela il proprio essere in questo disco non facilmente inquadrabile in un unico genere musicale: alcune tracce sfiorano il pop e il jazz, altre sono più funky. Il tutto senza tralasciare un tema che appartiene all’insieme del disco: il suo tribalismo, che risulta evidente nella scelta di suoni trovati tramite bonghi piuttosto che nell’uso della batteria.

Un album davvero originale e ricco di nuovi suoni contaminati, ottenuti grazie agli strumenti, ma soprattutto grazie alla voce di Merrill Garbus, senza la quale il disco risulterebbe a tratti noioso. La sua voce sa essere dolce senza trasformarsi in mielosa, sa diventare poi graffiante senza sembrare mascolina e finisce per essere continuamente modulata in sali-scendi senza diventare, per questo, paragonabile alla musica neomelodica.

Lavoro davvero affascinante e travolgente che ricorda talvolta alcuni successi di Björk.

Pro

Contro

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