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TRBNGR can’t be destroyed!

A quattro anni dall’ultimo album, dopo aver sostituito il batterista e soprattutto il loro storico cantante, tornano i Turbonegro, gli araldi norvegesi del deathpunk.

Dieci canzoni solide ed energiche all’insegna di quel misto di punk, hard rock e glam che da sempre contraddistingue la band.
Ci sono pure quei loro soliti tocchi di fino, come il piano rock n’roll o i coretti in falsetto, e anche i testi sono come li vuole la tradizione: all’insegna di un umorismo grottesco e vizioso.

Il ruggito rauco di Tony Sylvester si adatta bene al sound della band e, seppure forse il timbro sia meno personale di quello del suo predecessore, aiuta il gruppo a creare atmosfere decadenti e inquietanti.

Dopo il definitivo abbandono da parte del loro frontman, forse l’elemento visuale più riconoscibile della band, i Turbonegro sembravano spacciati.
Ma, a dimostrazione che dietro lo spettacolo c’era una vera forza musicale, la band è andata avanti. Ha trovato una voce adatta e tuttavia differente ed è riuscita anche a sfornare un album di buon livello, che s’inserisce in perfetta continuità con la loro discografia. Manca forse quella canzone destinata a diventare un classico, ma il singolo “You Give Me Worms” e altri sapranno soddisfare tutte le aspettative.

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