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Turboskating

Come ogni primavera, la Vans organizza un torneo internazionale di skate e quest’anno la scelta del luogo è caduta su Varazze, ameno paesino sul mare in provincia di Savona. Per completare la giornata di sabato, viene allestito anche un festival musicale gratuito nella piazza principale del paese, con headliner i norvegesi Turbonegro.
Nonostante il cielo interamente coperto dalle nuvole, l’evento richiama parecchia gente e, dopo essersi gustati le gare, verso le 6 ci si sposta sotto al palco.

I primi a suonare sono i Those Furious Flames, formazione hard rock elvetica attiva da quasi un decennio. Il gruppo suona con grande entusiasmo e il loro hard rock dal sapore un po’ anni ’70 non è male, ma i quattro finiscono per perdersi in stravaganze come l’uso di un theremin e un’imitazione mal riuscita di Jimmy Page da parte del chitarrista che si dilunga in un pretenzioso assolo di chitarra suonato con un archetto da violino.

Dopo di loro salgono sul palco i Peawees, band nostrana fautrice di una fusione tra punk rock e rockabilly. Ottima la loro esibizione: i suoni sono ben calibrati e loro suonano precisi e compatti, snocciolando senza pause un brano dopo l’altro. Alcuni sono tratti dal loro ultimo album.

A seguire ci sono il rapper italiano Salmo e il collettivo hip-hop americano Doomtree, ma chi scrive non vi parlerà di loro in quanto la linea editoriale di LoudVision sarà probabilmente contraria all’uso di una sequela ininterrotta d’insulti destinati anche e in primo luogo a chi ha concepito questa line- up, probabilmente la peggio assortita di sempre.

Alle undici è finalmente il turno degli eroi del deathpunk: i Turbonegro!
Per la band norvegese è la prima apparizione in Italia col nuovo cantante, l’inglese Tony Sylvester, che l’anno scorso è subentrato al defezionario frontman storico Hank von Helvete. Ci sono comunque ulteriori novità nella formazione: oltre a un nuovo batterista di nome Tommy Manboy assistiamo anche al ritorno dello storico chitarrista Rune Rebellion, che riprende il suo posto dal sostituto Pal Pot Pamparius.
Il loro set si apre con un classico, “All My Friends Are Dead”, e l’attenzione si concentra tutta sulla performance di Sylvester; nonostante la somiglianza fisica col suo predecessore (barba folta e pancia prominente), lo stile vocale è sicuramente diverso: la voce è profonda e roca e il cantato piuttosto gridato.
La band è in forma, picchia duro sugli strumenti e abbonda con la distorsione; unica pecca la chitarra un po’ bassa di Euroboy.
In scaletta molti brani nuovi fra cui il singolo appena uscito “You Give Me Worms”, che anticipa il prossimo album “Sexual Harassment” in uscita a giugno. I nuovi pezzi suonano bene e adatti al nuovo arrivato dietro al microfono; come sound si collocano a metà tra AssCobra e Apocalypse Dudes.
Non mancano ovviamente i cavalli di battaglia della band come “Prince Of the Rodeo”, che fanno scatenare il pubblico.
Dopo un’oretta la band lascia il palco per poi proporre un lungo encore che si apre, come da manuale, con “The Age Of Pamparius”.
L’ultimo brano, il classicone “I Got Erection”, è introdotto da una spontanea versione a capella del pubblico.
Nonostante qualche assenza eccellente in scaletta e la durata contenuta del concerto, c’è di che tornare a casa più che soddisfatti.

All My Friends Are Dead
Back To Dungaree High
You Give Me Worms
Wasted Again
I Got A Knife
T.N.A.
Get It On
Mister Sister
TRBNGR Must Be Destroyed
Shake Your Shit Machine
FTW
Prince Of The Rodeo

Encore:
Age Of Pamparius
Are You Ready (For Some Darkness?)
I Got Erection

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