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  • Turin Brakes: Dark On Fire

    Turin Brakes

    Data di uscita: 17-09-2007

    Loudvision:
    Lettori:

Niente di impegnativo

Partono con le buone intenzioni di chi imbraccia una chitarra per passione e poi si ritrova con un contratto e plausi dalla critica, ma concludono un po’ fiacchi al traguardo. Il cosìbattezzato new folk (?) degli esordi si indurisce, i suoni si fanno ruvidi e una inattesa voglia di rockeggiare (oh yeah) infetta il sound, arrivando fuori tempo massimo. Questi Turin Brakes suonano come una raccolta di vinili classe ’70/’80 e un disco dei Coldplay. Gradevole, ma lontano dall’essere una new sensation, semplificabile come brit pop qualunquista tinto di new wave.
Con una punta di malizia si può dire che i pezzi sono studiati a tavolino per infilare quanti più cliché orecchiabili il duo riesca a ricordare. Ne ricorda molti, e molto orecchiabili, ma troppa cassa-rullante dei seventies (l’abominevole “Real Life”) e troppo miele tra ritornelli e ballad rischiano di nauseare. I Turin Brakes migliori restano quelli più intimi, quelli di “Other Side”, “Bye Pod” o “Here Comes The Moon” (dove almeno copiano i Radiohead).
Eppure se la mediocre “Stalker” ha avuto un buon giro alla radio è probabile che seguendo la vena di brani come “Something In My Eye”, che sembra un (bel) pezzo degli U2, i nostri faranno ancora più strada, magari anche con merito. Qualcuno però inizia a storcere il naso.

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