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Tusk” è un film di Kevin Smith, presentato in anteprima europea nella categoria Mondo Genere, dedicata ai thriller e agli horror, del Festival Internazionale del Film di Roma 2014. I personaggi principali sono interpretati da Michael Parks, Justin Long, Haley Joel Osment e Génesis Rodríguez. Vede anche la partecipazione di Guy Lapointe, pseudonimo dietro il quale si nasconde Johnny Depp.

Wallace Bryton (Justin Long) e Teddy Craft (Haley Joel Osment) sono gli ideatori e conduttori del popolare podcast The Not-See Party, che si basa sul racconto di storie assurde e sulla derisione di personaggi più o meno noti. Dagli USA, Wallace va in Canada per intervistare uno youtuber, ma arrivato a destinazione scopre il suo decesso. Per non sprecare il viaggio, va a caccia di altri personaggi e conosce il misterioso Howard Howe (Michael Parks).

Raramente mi è capitato di uscire da una sala, e rimanere così turbato. Ma cominciamo dall’inizio. Già, perché “Tusk” ha un inizio travolgente, con battute veloci e ironiche. Questo mood da film comico e grottesco, caratterizza tutto il film, anche quando, improvvisamente, mette da parte un po’ di ironia per virare decisamente verso il thriller, l’horror e lo splatter. E il cambio di direzione lascia senza fiato.

Come altri film del regista americano, non mancano neanche qui l’autoironia e le citazioni, da “Il grande Lebowski”, deifratelli Coen alla serie televisiva “Degrassi”, della quale lo stesso Smith è uno degli interpreti.

Il regista è evidentemente molto riconoscente al cinema di Quentin Tarantino visti i vari rimandi, i dialoghi lunghi ed esilaranti, specialmente quelli basati sui luoghi comuni di canadesi e americani. Gli attori offrono tutti una buona prova, ma più di tutti Justin Long, che passa dal comico al drammatico con naturalezza. Curioso anche rivedere Haley Joel Osment, il bambino de “Il sesto senso” che vedeva le persone morte, cresciuto e ingrassato. Bravissimo come al solito Johnny Depp.

Primo di una trilogia, “Tusk” è basato su una storia inventata durante il vero programma podcast, chiamato Smodcast, condotto e ideato dallo stesso Smith, insieme al produttore Scott Mosier. E’ importante sapere della sua origine, per capire i dialoghi durante i titoli di coda. Vi consiglio inoltre di rimanere incollati alla sedia fino all’ultimo ringraziamento, per non perdervi la scena finale.

Non lasciatevi sfuggire questo delirio horror-comico, che contiene anche una feroce critica di un certo giornalismo cinico e poco umano. “Tusk” è tutto nella frase di Howard Howe (Michael Parks): “Le vere bestie selvagge sono gli esseri umani”.

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Contro

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